5 Ottobre 2026
Annual Meeting, Campitiello: «L’innovazione si misura da ciò che cambia per i pazienti»
Nel corso della prima giornata dell’11° Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, in corso a Napoli – ed in collaborazione con IRCCS Fondazione Pascale – Maria Rosaria Campitiello, Capo del Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute, ha affrontato il rapporto tra innovazione, ricerca e accesso alle cure oncologiche.
Campitiello ha richiamato la profonda trasformazione che ha interessato l’oncologia negli ultimi anni: genomica e multiomica, biopsia liquida, nuovi biomarcatori, immunoterapia e intelligenza artificiale hanno ampliato la capacità di conoscere la malattia, prevederne l’evoluzione e individuare trattamenti sempre più personalizzati.
Il progresso tecnologico, però, non può essere considerato un risultato in sé. «L’innovazione non si misura da ciò che la tecnologia può fare, ma da ciò che può cambiare per i pazienti oncologici», ha affermato Campitiello. Il fattore tempo è stato uno dei punti chiave del suo intervento; il tempo necessario per arrivare alla diagnosi, quello richiesto per la profilazione molecolare, l’attesa per accedere alla terapia più appropriata o a uno studio clinico sono parte del percorso di cura. Ridurre questi intervalli significa offrire al paziente maggiori possibilità.
Dati, diagnostica avanzata, modelli predittivi e intelligenza artificiale possono aiutare a prendere decisioni cliniche più informate e a definire percorsi terapeutici sempre più personalizzati. La sfida, ha spiegato Campitiello, è fare in modo che queste innovazioni viaggino più velocemente dal laboratorio alla clinica, dalle reti di ricerca agli ospedali, fino a raggiungere ogni paziente che possa beneficiarne.
È anche per questa capacità di mettere in relazione ricerca e assistenza che Campitiello ha richiamato il ruolo strategico di Alleanza Contro il Cancro per il Paese: il Ministero della Salute, ha spiegato, continuerà a lavorare per rafforzare la collaborazione tra IRCCS, reti di ricerca, istituzioni e Servizio sanitario nazionale, sostenendo al tempo stesso l’eccellenza scientifica italiana e le nuove generazioni di ricercatori.
Un altro passaggio ha riguardato le disuguaglianze: il progresso scientifico non può diventare una nuova fonte di disparità e il luogo in cui una persona vive non deve determinare la possibilità di beneficiare dell’innovazione. L’obiettivo indicato è quindi preciso: diagnosi più tempestive, trattamenti più appropriati e personalizzati, maggiore accesso agli studi clinici, migliore qualità della vita e meno disuguaglianze. «La ricerca non può fermarsi alla scoperta», ha concluso Campitiello. La scoperta è il punto di partenza: il traguardo è fare in modo che i suoi risultati arrivino ai pazienti.