Il “collo di bottiglia” nella ricerca sul cancro
Nella ricerca sul cancro esiste un “collo di bottiglia” che si traduce nella difficoltà e nella lentezza nel trasferire le conoscenze dai sistemi modello ai pazienti. Ne ha parlato il vicepresidente di ACC, professor Pier Giuseppe Pelicci, già coordinatore scientifico della rete e Direttore della ricerca allo IEO, istituto associato al nostro network, alla nona edizione dell’Annual Meeting ACC a Reggio Emilia.
Secondo Pelicci, attualmente, i sistemi modello vengono utilizzati per studiare i meccanismi del tumore con un alto livello di dettaglio, complessità e costo, utilizzando approcci “omici”. Per i pazienti, invece, sono necessari test clinici a bassa granularità, bassa complessità e basso costo per convalidare rapidamente e utilizzare le informazioni ottenute dai sistemi modello. Questa discrepanza crea per l’appunto un ostacolo significativo nella traduzione della ricerca in trattamenti efficaci.
Per superare il “collo di bottiglia” Pelicci ha rappresentato le modalità su come trasferire informazioni dal sequenziamento dell’RNA a singola cellula (scRNA-seq) dai sistemi modello, al sequenziamento dell’RNA bulk dei pazienti. Esse si basano sulla identificazione di uno stato cellulare rilevante, sulla caratterizzazione dello stato cellulare a livello trascrizionale, sulla creazione di un modello predittivo e, infine, sull’applicazione del modello a dati di pazienti – applicato a un set di dati di RNA-seq bulk da 140 pazienti con LMA. Il vicepresidente di ACC ha spiegato che i risultati hanno dimostrato che il modello è in grado di identificare lo stato di quiescenza nei pazienti e che questo stato è correlato alla prognosi.
Questo approccio, è stato detto ancora, dimostra che è possibile trasferire informazioni dai sistemi modello ai pazienti, aprendo nuove possibilità per accelerare la traduzione della ricerca sul cancro in terapie efficaci. Per Pelicci il modello deve essere ulteriormente ottimizzato e testato su altri set di dati per confrontarlo con i metodi prognostici standard per la LMA. Tuttavia, questo esempio illustra un approccio promettente per superare il “collo di bottiglia” nella ricerca sul cancro, facilitando il trasferimento delle conoscenze dai modelli preclinici alla pratica clinica.
9° Annual Meeting ACC | Domani la giornata conclusiva, cosa c’è da sapere
Terza e ultima giornata di lavori, tutti in plenaria, domani a Reggio Emilia, alla 9ª edizione dell’Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute. Temi, l’esplorazione degli ecosistemi tumorali, con una particolare attenzione ai progressi nella comprensione e nel trattamento del cancro, gli aggiornamenti del progetto Health Big Data e di quelli di ACC.
Alle 8.30 sessione scientifica intitolata Ecosistemi tumorali, presieduta da Vincenzo Bronte e Paolo Marchetti. Lo stesso Bronte, Alessia Ciarrocchi e Luigi Naldini discuteranno l’evoluzione dell’ecosistema immunitario nel cancro al pancreas, l’utilizzo di tecniche ad alta risoluzione per studiare il mesotelioma pleurico maligno e le strategie di terapia genica per riprogrammare il microambiente tumorale.
Alle 10.15 Alberto Mantovani terrà una lezione magistrale intitolata “Immunità innata, infiammazione e cancro: spade a doppio taglio”, introdotta da Antonino Neri. Alle 11.15 sessione dedicata ai progetti e alle attività di ACC, presieduta da Lisa Licitra, coordinatore scientifico della Rete e Lucia Del Mastro, Vicepresidente con Pier Giuseppe Pelicci, Vicepresidente ACC, Giovanni Apolone, Presidente OECI e componente il Direttivo ACC, Luca Mazzarella, coordinatore del WG Genomics ed Enzo Medico, coordinatore del WG
Conclusione con le migliori comunicazioni orali selezionate presieduta dal Presidente di ACC, Ruggero De Maria e Antonino Neri, Direttore scientifico. Tra le presentazioni selezionate, gli studi sul ruolo delle cellule Natural Killer nel carcinoma mammario triplo negativo, la mappatura delle variazioni funzionali e morfologiche nel cancro al pancreas e la terapia cellulare adottiva con cellule killer indotte da citochine per il trattamento del cancro al seno HER2 positivo.
Intelligenza artificiale e big data nella ricerca oncologica: un nuovo orizzonte normativo
In un momento cruciale per l’evoluzione tecnologica e scientifica, il quadro normativo europeo e italiano sta per subire importanti trasformazioni che favoriranno la ricerca oncologica attraverso un utilizzo più efficace dei dati sanitari.
A Reggio Emilia la professoressa Giusella Finocchiaro, ordinaria di diritto privato e di Internet al Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna e avvocata in Bologna e Milano, ha illustrato le prospettive future durante il 9° Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, la rete oncologica nazionale del Ministero della Salute, evidenziando due sviluppi normativi decisivi.
«Il primo – ha detto – riguarda il regolamento europeo sullo spazio dei dati sanitari, che modificherà radicalmente le attuali modalità di circolazione dei dati, introducendo la condivisione come regola standard con possibilità di opt-out; il secondo elemento di rilievo è un disegno di legge attualmente in discussione in Parlamento che si appresta a fornire una nuova base legale per la ricerca scientifica. L’innovazione principale – prosegue Finocchiaro – consisterà nel superare l’attuale modello basato sul consenso individuale, privilegiando invece la logica dell’interesse pubblico».
Nel dettaglio, la nuova normativa europea sullo spazio dei dati sanitari stabilirà un principio rivoluzionario: la condivisione dei dati sarà la regola standard, con la possibilità per il singolo di esercitare un diritto di opt-out. «Questo rappresenta un cambiamento di paradigma molto significativo per la ricerca», ha sottolineato Finocchiaro.
Altrettanto importante è l’articolo 8 del disegno di legge governativo sull’intelligenza artificiale che consentirà l’utilizzo di dati personali nelle ricerche scientifiche sulla base dell’interesse pubblico. «In pratica, non sarà più necessario acquisire il consenso del paziente quando i dati vengono utilizzati per finalità di ricerca – è la sottolineatura di Finocchiaro – purché siano opportunamente pseudonimizzati e sottoposti a specifiche procedure di autorizzazione».
«Questi nuovi strumenti normativi mirano a semplificare la circolazione dei dati, agevolando al contempo la tutela della privacy attraverso meccanismi di protezione avanzati. L’obiettivo – ha aggiunto ancora la professoressa – è creare un ecosistema in cui la ricerca scientifica, specie in ambito oncologico, possa beneficiare di un patrimonio informativo più ampio e accessibile, nel pieno rispetto dei diritti individuali. L’approvazione di questi provvedimenti, attesa nei prossimi mesi, potrebbe rappresentare una svolta significativa per la ricerca scientifica italiana ed europea, aprendo nuove prospettive nella lotta contro il cancro».
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Nota: Il diritto di opt-out è un principio previsto in diversi contesti giuridici e regolamentari, spesso legato alla tutela della privacy e alla protezione dei dati personali. In sostanza, consente agli individui di escludersi o opporsi a determinate attività che li riguardano, come il trattamento dei loro dati personali, l’invio di comunicazioni commerciali o la partecipazione a determinati programmi o iniziative.
Neuroblastoma: breakthrough scientifico con le nuove cellule CAR-T
Nuove frontiere delle CAR-T con innovazioni nel trattamento dei tumori pediatrici: ne ha parlato all’Annual Meeting di ACC la professoressa Concetta Quintarelli, dell’IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, associato alla Rete, la quale ha presentato progressi significativi che potrebbero cambiare radicalmente la prospettiva di cura per pazienti con tumori pediatrici complessi.
Le innovazioni principali riguardano due aspetti cruciali: la produzione decentralizzata delle cellule CAR-T, che riduce drasticamente i tempi di trattamento da oltre 10 settimane a sole 10-12 giorni attraverso la preparazione dei prodotti CAR T in centri Gmp autorizzati è in stretta vicinanza del centro ospedaliero, e l’implementazione di un approccio allogenico, utilizzando cellule derivate da donatori invece che dal paziente stesso, soprattutto per casi clinici particolarmente complessi.
Nel campo del neuroblastoma, gli studi clinici hanno mostrato risultati straordinariamente incoraggianti. «Il fattore determinante è il momento della somministrazione» – ha sottolineato Quintarelli – i pazienti trattati in prima o seconda linea presentano una prognosi significativamente migliore». Nello specifico, lo studio di Fase 1 e 2 concluso nel 2021 ha rivelato una sopravvivenza globale del 69% e una sopravvivenza libera da eventi del 60% a cinque anni, numeri estremamente promettenti per un tumore così aggressivo.
La ricerca non si ferma qui. I futuri sviluppi mirano a migliorare ulteriormente l’efficacia e ridurre la tossicità delle terapie. Gli esperimenti si concentreranno sull’ottimizzazione dell’espressione di GD2, sul targeting del microambiente tumorale e sull’esplorazione di nuove tipologie tumorali come i sarcomi e i tumori celebrali.
«I risultati ottenuti dimostrano il potenziale delle cellule CAR-T» – ha concluso Quintarelli – «ma la nostra ricerca continuerà a esplorare nuove strade per ampliare le applicazioni e migliorare l’efficacia di questa promettente terapia». Un approccio che conferma il ruolo di eccellenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nella ricerca oncologica pediatrica all’avanguardia, offrendo nuove speranze a pazienti e famiglie che affrontano le sfide più complesse dei tumori pediatrici.
Prima ufficiale del Presidente dell’Emilia-Romagna al convegno ACC: «Un modello di sanità universale e innovativa»
Nel corso del suo primo intervento ufficiale, svoltosi alla 9ª edizione dell’Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica del Ministero della Salute, il Presidente dell’Emilia-Romagna, Michele De Pascale, ha tratteggiato una visione profonda e articolata del sistema sanitario regionale, ponendo l’accento sul ruolo storico e prospettico della E-R nel panorama nazionale della salute.
De Pascale ha rivolto lo sguardo al futuro, individuando due sfide cruciali: la prima riguarda la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, settori nei quali l’Emilia-Romagna è proiettata verso traguardi sempre più ambiziosi; la seconda, forse più importante, concerne la prevenzione: non più un intervento marginale, ma la «gamba strutturale» su cui far correre l’intero sistema sanitario. Un passaggio particolarmente toccante ha richiamato la trasformazione culturale operata da una generazione di oncologi che hanno letteralmente cambiato il modo di nominare e affrontare malattie un tempo considerate inconfessabili. Dal «male brutto» del dialetto romagnolo a una sfida curabile, talvolta vincibile, sempre umana.
De Pascale ha concluso con un richiamo all’eredità storica della Regione: un territorio che ha sempre lanciato sfide nel dibattito sanitario nazionale, che innova nelle politiche pubbliche, valorizza l’eccellenza dei professionisti e costruisce reti di ricerca integrate con il sistema universitario e gli IRCCS. «Un manifesto programmatico che trasforma la sanità da servizio tecnico a missione sociale di inclusione e progresso».
9° Annual Meeting ACC | Domani la seconda giornata, cosa c’è da sapere
Reggio Emilia, 28 novembre 2024 – Seconda giornata, domani 29 novembre, della 9ª edizione dell’Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute presieduta dal prof. Ruggero De Maria.
Dalle 8.30 comunicazioni orali su biomarcatori tumorali, nuovi approcci terapeutici nel trattamento del cancro e progressi tecnologici nella diagnostica del cancro e nella ricerca traslazionale.
Dalle 8.30 alle 10.00, l’Aula 1 ospiterà comunicazioni orali sui biomarcatori tumorali, presiedute da Maurizio D’Incalci e Anna Sapino. Tra i relatori, ricercatori dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova e dell’AUSL-IRCCS di Reggio Emilia, che presenteranno i loro studi su una varietà di argomenti, tra cui un nuovo circRNA di fusione dal gene di fusione KMT2A::AFF1 in pazienti pediatrici con B-ALL, il panorama molecolare e le caratteristiche del microambiente tumorale dei sopravvissuti a 5 anni al glioblastoma e il recettore dell’ormone follicolo-stimolante (FSHR) come antigene tumorale universale per la diagnosi precoce e la terapia dei tumori solidi.
Contemporaneamente, in Aula 2, comunicazioni orali su nuovi approcci terapeutici nel trattamento del cancro, presiedute da Lucia Del Mastro e Giovanni Martinelli. I ricercatori del San Raffaele Research Hospital di Milano, dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e dell’Istituto Oncologico Veneto di Padova presenteranno i loro studi su terapie cellulari innovative, tra cui terapie con cellule T adottive migliorate per le metastasi epatiche del cancro del colon-retto e l’immunoterapia adottiva con linfociti T diretti contro l’antigene HER2.
In Aula 3, i progressi tecnologici nella diagnostica del cancro e nella ricerca traslazionale saranno al centro dell’attenzione, con sessioni presiedute da Milena Fini ed Enzo Medico. I ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori-IRCCS-Fondazione G. Pascale di Napoli, della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma e dell’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna discuteranno una varietà di argomenti, tra cui l’inibitore del co-trasportatore sodio-glucosio 2 dapagliflozin nella prevenzione della riduzione della frazione di eiezione, soluzioni tecniche e organizzative per la raccolta di dati di ricerca sui reperti molecolari, e vettori virali ingegnerizzati per la terapia fotodinamica mirata ai recettori.
La giornata proseguirà con sessioni scientifiche dedicate alla salute digitale e all’universo reale nel cancro, allo sviluppo della rete oncologica regionale, al sistema di riparazione del DNA e alla terapia del cancro, al cambiamento dei paradigmi nella gestione dei linfomi, alle esigenze cliniche insoddisfatte nei tumori rari eterogenei: sarcomi, e ai nuovi approcci terapeutici nel cancro.
Dalle 10 alle 11.15 si terranno tre sessioni scientifiche parallele: in Aula 1 si discuterà di salute digitale e dell’universo reale nel cancro, con interventi di Peter Sasieni, Luca Boldrini e Giusella Finocchiaro. Aula 2 sarà dedicata al ruolo dell’ACC nello sviluppo della rete oncologica regionale, con interventi di Manuela Tamburo De Bella, Ruggero De Maria e Francesco De Lorenzo. Infine, in Aula 3 sarà ospitata una sessione sul sistema di riparazione del DNA e la terapia del cancro, con particolare attenzione al futuro dei PARPi nella cura del cancro. I relatori saranno Domenica Lorusso, Romano Danesi e Giuseppe Procopio.
Dalle 11.45 alle 13.15, si terranno altre tre sessioni scientifiche. L’Aula 1 sarà dedicata ai cambiamenti nei paradigmi nella gestione dei linfomi, con interventi di Davide Rossi, Sabino Ciavarella, Stefano Luminari e Pier Luigi Zinzani. In aula 2 si discuterà delle esigenze cliniche insoddisfatte nei tumori rari eterogenei: sarcomi, con interventi di Katia Scotlandi, Maria Abbondanza Pantaleo e Paolo Giovanni Casali. Infine, l’Aula 3 ospiterà una sessione su nuovi approcci terapeutici nel cancro, con interventi di Anna Ferrari, Marcella Tazzari, Enrico Franceschi e Federica Matteucci.
Nel pomeriggio, si terranno ulteriori comunicazioni orali, seguiranno riunioni di gruppi di lavoro e una sessione poster.
Quest’anno l’evento, organizzato in collaborazione con i quattro Istituti associati alla Rete con sede in Emilia Romagna – l’Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia, l’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli e l’IRCCS Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna e l’IRST IRCCS di Meldola – si svolge al Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia.
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De Maria: «Negli ultimi anni da ACC impulso decisivo alla ricerca oncologica italiana»
Nel discorso d’apertura al 9°Annual Meeting di Alleanza contro il Cancro, il Presidente professor Ruggero De Maria ha sottolineato il ruolo centrale di ACC nella ricerca oncologica degli ultimi anni.
«Abbiamo fornito impulso decisivo alla genomica, divenuta oggi prassi consolidata per la profilazione dei pazienti oncologici; grazie al nostro lavoro è stata introdotta anche la caratterizzazione germinale, fondamentale per individuare le predisposizioni genetiche al tumore e sviluppare strategie di prevenzione mirate» ha spiegato De Maria, rimarcando l’importanza di una ricerca che non si limita a curare ma che punta sempre più a prevenire.
Il Presidente ha voluto poi rendere omaggio all’Emilia-Romagna (e al suo Presidente, Michele De Pascale, che ha scelto proprio il convegno di ACC per la sua prima uscita ufficiale), definendola «una regione all’avanguardia nella sanità pubblica» e agli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), «strumenti fondamentali per innovare e trasferire modelli di eccellenza a tutto il sistema sanitario nazionale». La Rete, ha detto ancora De Maria, ha introdotto linee guida per i Molecular Tumor Board, gruppi multidisciplinari che si riuniscono per discutere e decidere le terapie più appropriate per pazienti in situazioni complesse in base al loro profilo molecolare. «Abbiamo ricevuto il via libera dall’AIFA per implementare un sistema che permetta la rimborsabilità parziale dei farmaci riposizionati, offrendo nuove opportunità terapeutiche a chi non ne ha più» ha aggiunto.
Altro tema-chiave trattato da De Maria è quello dell’intelligenza artificiale – con Health Big Data, il progetto che punta a rivoluzionare l’analisi dei dati clinici e a generare evidenze real-world data identificando i biomarcatori e personalizzando i percorsi terapeutici. «Stiamo procedendo grazie a un team motivato e a un finanziamento significativo; HBD cambierà il modo in cui facciamo ricerca e valutiamo l’efficacia delle terapie innovative» ha detto ancora.
De Maria ha infine lanciato un appello alla comunità scientifica italiana, invitando chiunque abbia competenze specifiche a unirsi alle missioni di ACC. «Alleanza Contro il Cancro non è una persona né un piccolo gruppo; è una comunità, un luogo in cui le expertise di ciascuno possono diventare patrimonio del paese intero. Stiamo costruendo un modello inclusivo che abbraccia ricerca traslazionale, sanitaria e clinica, ma anche qualità della vita dei pazienti. Chiunque voglia contribuire è il benvenuto».
L’oncologia come priorità: il sostegno del Ministero della Salute al lavoro di ACC
Reggio Emilia, 28 novembre 2024 – Secondo il Capo Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute, Maria Rosaria Campitiello, intervenuta all’apertura dei lavori dell’Annual Meeting di ACC con un videomessaggio, «l’oncologia rappresenta una delle principali sfide per il nostro sistema sanitario nazionale, per la salute globale e per i governi mondiali, in particolare per il Ministero della Salute. Il cancro è considerato una priorità assoluta di intervento in termini di prevenzione, qualità delle cure e capacità di fornire risposte ai bisogni dei cittadini, garantendo al contempo l’accesso alle terapie innovative che la ricerca scientifica rende disponibili a tutti i pazienti. Pertanto, l’evento in programma oggi rappresenta un’occasione per esprimere apprezzamento per il lavoro dei ricercatori della rete Alleanza Contro il Cancro, la più grande rete oncologica italiana, e degli IRCCS che vi aderiscono, per i loro risultati nel campo della ricerca oncologica. Grazie ai vostri straordinari sforzi, sono stati ottenuti importanti risultati nella cura e nel trattamento di alcune forme di tumore precedentemente considerate incurabili, con lo sviluppo di terapie sempre più appropriate e personalizzate».
Campitiello aggiunge che «sono stati raggiunti traguardi significativi anche nella comprensione della suscettibilità ereditaria al cancro, cresciuta in modo esponenziale negli ultimi 30 anni, con l’identificazione progressiva di decine di geni predisponenti al cancro. Questo ha l’obiettivo di identificare i membri delle famiglie dei pazienti con una forte predisposizione a sviluppare la malattia. Il Ministero ha inoltre stanziato un importante finanziamento per la realizzazione di una piattaforma tecnologica per la raccolta, la condivisione e l’analisi dei dati scientifici e clinici provenienti da ciascun IRCCS in Italia. Alleanza Contro il Cancro, insieme alle reti tematiche di ricerca degli IRCCS per le neuroscienze e la cardiologia, sta contribuendo a costruire un patrimonio di informazioni che può portare innumerevoli vantaggi nella diagnosi, nella terapia, nella ricerca scientifica e nella pianificazione sanitaria».
Il Capo Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute ha rivolto le proprie congratulazioni ad ACC e i migliori auguri per un lavoro proficuo: «Questa – ha detto – è l’occasione per chiarire e condividere i risultati ottenuti e per pianificare nuovi percorsi di ricerca per affrontare le prossime sfide».
9° Annual Meeting ACC | Domani la prima giornata, cosa c’è da sapere
Reggio Emilia, 27 novembre 2024 – Poche ore ci separano dall’apertura del nono Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute presieduta dal prof. Ruggero De Maria. Quest’anno l’evento, organizzato in collaborazione con i quattro Istituti associati alla Rete con sede in Emilia Romagna – l’Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia, l’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli e l’IRCCS Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna e l’IRST IRCCS di Meldola – si svolge al Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia.
La prima giornata – in programma domani, 28 novembre, a partire dalle ore 14 – si aprirà con i saluti del Presidente ACC, del Capo Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute, Maria Rosaria Campitiello, del Sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, della Direttrice Generale dell’IRCCS di Reggio Emilia, Cristina Marchesi e del Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Carlo Adolfo Porro. A seguire la premessa scientifica da parte di Antonino Neri, Direttore Scientifico dell’IRCSS di Reggio Emilia e Presidente del convegno.
La prima sessione scientifica, presieduta da Pier Giuseppe Pelicci e Giovanni Tonon si concentrerà su “Come il tango tra genetica e plasticità sta rimodellando l’oncologia”. Si susseguiranno gli interventi di Jean-Christophe Marine sull’evoluzione del melanoma, Phil Jones sulle mutazioni dell’esofago e la resistenza alla chemioterapia, dello stesso Pelicci sugli stati fenotipici di metastatizzazione e farmaco-resistenza, e di Tonon sulle risposte alla terapia antitumorale.
Seconda sessione scientifica al via intorno alle 16:00 – presieduta da Concetta Quintarelli e Francesca Bonifazi, dedicata alla Terapia cellulare. Grande attesa, come di consueto, per l’intervento di Franco Locatelli sui nuovi approcci con le cellule CAR T nei pazienti oncologici, di Paolo Dellabona sulle cellule CAR T innate-like e di Paolo Corradini sulla predizione dei benefici delle cellule CAR T nei pazienti con NHL.
Intorno alle 17.15 Marco Seri introdurrà la Lectio Magistralis di Andrea Ballabio che tratterà il ruolo della segnalazione TFEB-mTORC1 nelle sindromi tumorali ereditarie. La giornata si concluderà con una sessione scientifica dedicata a “Nuove prospettive sul cancro: dai meccanismi alla terapia”, presieduta sempre da Marco Seri e Marco Alessandro Pierotti.
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Reggio Emilia centro della ricerca oncologica italiana dal 28 al 30 novembre col keynote di ACC, la Rete Nazionale del Ministero
Tutto pronto al Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia dove dal 28 al 30 novembre prossimi si svolgerà il keynote della ricerca oncologica italiana organizzato da Alleanza Contro il Cancro, la Rete del Ministero della Salute dedicata alla ricerca sui tumori. L’evento, giunto alla sua nona edizione, riunirà i massimi esperti nazionali e internazionali per confrontarsi sulle più recenti scoperte scientifiche e sulle tecnologie d’avanguardia nella lotta contro il cancro.
Con il tradizionale tema centrale Nuove Tecnologie e Strategie per Combattere il Cancro, il congresso offrirà tre intense giornate di presentazioni, sessioni scientifiche e discussioni strategiche, con l’obiettivo di promuovere un avanzamento concreto nella diagnosi e nel trattamento delle patologie oncologiche.
Il programma, ricco di interventi e approfondimenti, sarà aperto dai saluti istituzionali delle autorità – Maria Rosaria Campitiello – Capo del Dipartimento di Prevenzione, Ricerca e Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute, Marco Massari – Sindaco di Reggio Emilia, Cristina Marchesi – Direttore Generale dell’IRCCS di Reggio Emilia, Carlo Adolfo Porro – Rettore dell’Università di Modena e Reggio Emilia e da un’introduzione del Presidente di ACC, prof. Ruggero De Maria. Osservazioni introduttive, infine, del professor Antonino Neri, Direttore Scientifico dell’IRCCS di Reggio Emilia.
Co-organizzato dagli istituti IRCCS della Regione Emilia-Romagna aderenti ad ACC: l’Azienda USL-IRCCS di Reggio Emilia, l’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli e l’IRCCS Azienda Ospedaliera Universitaria di Bologna, oltre all’IRST IRCCS di Meldola – il meeting 2024 sarà centrato su temi traslazionali innovativi e di grande attualità. Tra i punti salienti, le discussioni riguarderanno i nuovi concetti di plasticità tumorale, la genomica nella storia naturale dei tumori, l’ecosistema tumorale, con particolare attenzione alle forme più rare e meno studiate, nonché le ultime novità nei tumori ereditari e rari.
Le sessioni specifiche saranno dedicate ai nuovi approcci terapeutici, allo stato dell’arte delle terapie cellulari e alle potenzialità dell’intelligenza artificiale e dei big data nella ricerca oncologica. Il programma, ricco e diversificato, rappresenta un’opportunità unica per scienziati, clinici e professionisti del settore di confrontarsi sui progressi più recenti e di esplorare nuove possibilità per il futuro della lotta contro il cancro.
Tra gli interventi-chiave quelli del professor Andrea Ballabio e del professor Alberto Mantovani, che approfondiranno rispettivamente il ruolo dei segnali TFEB-mTORC1 nei tumori ereditari e l’immunità innata nei contesti oncologici.
ACC, promossa dal Ministero della Salute, rappresenta un modello d’eccellenza nel panorama internazionale per la sua capacità di integrare ricerca scientifica, innovazione e trasferimento tecnologico. Questo evento annuale consolida il ruolo della rete come catalizzatore di collaborazioni interdisciplinari tra istituti di ricerca, università e industrie biotech.
La partecipazione al congresso è aperta a ricercatori, clinici e rappresentanti dell’industria farmaceutica e tecnologica, con l’obiettivo di favorire il trasferimento delle conoscenze dai laboratori alla pratica clinica. L’AM è accreditato dal Ministero della Salute con 3,3 crediti ECM per diverse specialità mediche.
