14 Luglio 2024

“Sfida estrema per la medicina di precisione”

TORINO, 30 marzo 2017 – Intervenendo a Torino alla conferenza stampa di presentazione del progetto SAR-GEN, studio multicentrico prospettico per l’analisi del profilo genomico di pazienti affetti da sarcomi, realizzato grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Umberto Veronesi, il Presidente di ACC e HuGeF, Ruggero De Maria, ha spiegato che «l’obiettivo primario della collaborazione tra ACC e Fondazione HuGef è il trasferimento delle tecnologie genomiche più innovative nella pratica clinica. I sarcomi costituiscono una sfida estrema per la medicina di precisione: sono tumori rari e difficili da curare. Per sconfiggerli occorre coniugare le più potenti armi biotecnologiche con una grande capacità organizzativa». La Compagnia di San Paolo e la Fondazione Umberto Veronesi «hanno colto la grande potenzialità offerta dalla sinergia tra le competenze presenti nelle Università e negli Ospedali torinesi e la rete di Alleanza Contro il Cancro che ha al suo interno l’Italian Sarcoma Group, la maggiore organizzazione di ricerca clinica sui sarcomi in ambito europeo. Questo programma – ha concluso il professor De Maria, porterà la medicina di precisione nello studio dei sarcomi e permetterà di curare con trattamenti personalizzati – e molto più efficaci – i pazienti affetti da tumori così poco conosciuti e resistenti alle attuali terapie”.

Il progetto SAR-GEN – Lo studio punta ad aprire nuove prospettive diagnostiche e terapeutiche per i pazienti affetti da sarcomi ossei e dei tessuti molli, grazie a un approccio altamente innovativo come quello della medicina di precisione. Tramite l’analisi del profilo genomico di ogni singolo tumore, infatti, si potranno sviluppare strategie terapeutiche personalizzate per ogni individuo colpito dalla malattia.

I sarcomi – Sono tumori poco frequenti che però rappresentano una sfida cruciale per l’oncologia moderna. Si distinguono in sarcomi dell’osso e sarcomi dei tessuti molli, e colpiscono soprattutto bambini, giovani adulti e adulti con più di 60 anni. Nonostante i progressi nelle cure, sono ancora oggi patologie molto complesse da trattare e le possibilità di guarigione sono in molti casi limitate dalla presenza di metastasi, recidive o malattie refrattarie alle terapie. Nei sarcomi ossei, che rappresentano il 5% di tutte le diagnosi di tumore fra 0 e 20 anni, le percentuali di guarigione restano al 60%, pur essendo triplicate rispetto a due decenni fa.

In cosa consiste – Al momento della diagnosi di sarcoma o di una recidiva, viene effettuata l’analisi comparativa del DNA ottenuto dal tessuto tumorale rispetto a quello di cellule di tessuti sani dello stesso paziente.  Al tempo stesso viene valutata la possibilità di utilizzare farmaci specifici per una specifica alterazione molecolare, in modo da progettare cure su misura per il profilo genetico tumorale del paziente.

Quali obiettivi si pone – La raccolta e l’analisi dei profili genetici tumorali consentirà di compiere significativi passi avanti nello studio di questo tipo di tumore, comprendendo meglio il processo di cancerogenesi e individuando nuovi bersagli molecolari per farmaci intelligenti. Un simile approccio di medicina personalizzata aiuterà a selezionare le cure davvero efficaci per tutti i malati di sarcoma sul territorio nazionale, massimizzando le opportunità di guarigione e limitando la tossicità tardiva delle terapie.

Come nasce – Il progetto SAR-GEN si deve alla collaborazione fra FIEOP, AIEOP, ISG, HuGeF, l’Unità di Onco- Ematologia pediatrica dell’A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino, la Divisione di Ematologia ed Oncologia Pediatrica del Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino dell’Università di Padova, il Laboratorio di Oncologia Sperimentale dell’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna e Alleanza Contro il Cancro (ACC), un’associazione promossa dal Ministero della Salute che coordina 21 ospedali italiani di eccellenza (IRCCS) dedicati alla cura dei tumori. È sostenuto dalla Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Umberto Veronesi.

Da sx: Profumo, De Maria e Pelicci

 

 

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