18 Luglio 2024

«PON perfezionabile dopo un confronto della comunità medico-scientifica»

«Il Piano Nazionale Oncologico offre suggerimenti e indicazioni da trasferire nella pratica quotidiana che la comunità medico – scientifica, a valle di un confronto, potrà monitorare e ulteriormente perfezionare»: lo ha detto il Presidente di Alleanza Contro il Cancro, Ruggero De Maria, intervenuto al convegno promosso da Health & Science Bridge del Centro Studi Americani, coordinato dalla senatrice Beatrice Lorenzin, già Ministro della Salute.

«In Europa, dove ACC è impegnata nella Mission on Cancer e nel Beating Cancer Plan, uno dei goal è eliminare le disparità tra pazienti dei diversi Paesi per permettere loro di essere curati prevalentemente in Comprehensive Cancer Centers – Istituti altamente qualificati. Una priorità, questa, che potrebbe essere analogamente inserita nel PON anche se l’entità del divario in Italia è inferiore rispetto a quella tra alcuni stati europei».

De Maria si è soffermato anche sugli aspetti legati alla prevenzione: «Le continue innovazioni che sta portando la ricerca oncologica – ha detto – daranno un contributo enorme alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori. ACC sta creando le condizioni per individuare chi abbia un rischio genetico elevato ad ammalarsi di cancro, attraverso l’analisi dei pazienti e dei loro familiari. Sebbene, secondo il PON, 12-17 % dei tumori insorga in persone portatrici di una variante genetica ereditaria, la grande maggioranza delle persone a rischio non sanno di esserlo e non fanno una prevenzione adeguata. Con il progetto Gersom stiamo lavorando per identificare modalità e percorsi di prevenzione proprio per queste persone a rischio».

Il Presidente di ACC ha anche parlato di GDPR sostenendo che «lo spirito del regolamento europeo è stato travisato in Italia e ha portato a restrizioni inaccettabili per la ricerca; con l’aiuto dei pazienti, del Ministero della Salute e delle associazioni del settore, stiamo cercando di identificare le norme da modificare per permettere di utilizzare campioni e dati già disponibili attraverso gli studi retrospettivi».

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