Il ricordo del professor Giovanni Scambia: «Un visionario capace di creare futuro»
Durante i lavori del decimo Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, la professoressa Anna Fagotti, direttrice della Ginecologia Oncologica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, ha dedicato una lectio alla memoria del professor Giovanni Scambia – già Direttore Scientifico del medesimo istituto – scomparso prematuramente lo scorso febbraio.
Fagotti lo ha ricordato come «maestro e mentore», il primo a incoraggiarla a formarsi in chirurgia mininvasiva: «Da lui ho imparato tutto – ha detto – e parlarne oggi è come tornare a casa». Ne ha tracciato il ritratto come scienziato «visionario e innovatore», capace di trasformare ogni intuizione in progetti concreti, sempre con lo sguardo rivolto al futuro. Nella sua testimonianza ha ripercorso le tappe della profonda impronta lasciata da Scambia al Gemelli: «Promotore di un approccio pionieristico in ginecologia oncologica, introdusse e sviluppò la chirurgia mininvasiva e robotica, la ricostruzione 3D e l’impiego della realtà aumentata, fino a concepire l’uso dell’intelligenza artificiale per valutare in tempo reale la diffusione tumorale e guidare i chirurghi durante l’intervento». Fagotti ha sottolineato inoltre come Scambia sostenne progetti avanzati su traccianti ibridi, radiomica e chirurgia di precisione, «con l’obiettivo – ha detto – di rendere le cure sempre più sicure e personalizzate».
La ginecologa oncologa ha aggiunto che l’eredità di Scambia non è chiaramente “solo” tecnologica: «Tra il 2014 e il 2023 ha ridisegnato il volto dell’oncologia ginecologica del Gemelli creando sale operatorie integrate per la chirurgia guidata dalle immagini, un centro di isteroscopia e uno di ecografie avanzate (ecografia omica), ristrutturando il Day Hospital oncologico in chiave accogliente e funzionale, inaugurando un giardino terapeutico per monitorare la neurotossicità da chemioterapia e attivando un percorso di pronto soccorso dedicato alle pazienti oncologiche».
Dal 2018, in qualità di Direttore Scientifico del Gemelli «ha poi riorganizzato l’intera attività di ricerca dando vita a piattaforme tecnologiche condivise – dalla genomica alla radio farmacia fino alla biopsia liquida – e lanciando programmi come il comprehensive genomic profiling e progetti specifici sui tumori rari. Ha creato un ecosistema di ricerca aperto anche all’esterno, capace di attrarre collaborazioni e risorse, rendendo il Gemelli uno dei centri più avanzati a livello internazionale. Ma ha creato anche un contesto fertile per generazioni di professionisti – ha ricordato Fagotti – facendoci capire che per lavorare bene bisogna stare in un luogo buono».
Fagotti ha infine rievocato l’aspetto più personale: «Diceva sempre “siamo una famiglia bellissima” e non era un modo di dire: condivideva tutto con il suo gruppo, e persino i concerti di beneficenza che organizzava servivano a finanziare i progetti di ricerca. La sua eredità più grande è aver reso possibile sognare in grande restando uniti».
Oncologia: «Classificare per mutazioni, non per organo»
«L’approccio cosiddetto agnostico alla terapia, che sceglie la cura in base alla mutazione molecolare e non all’organo d’origine, può cambiare la storia della malattia. Ma perché ciò accada serve una rivoluzione culturale nella classificazione dei tumori». Con questo inciso il professor Giuseppe Curigliano, professore ordinario di oncologia medica all’Università degli Studi di Milano e direttore della Divisione di sviluppo precoce dei farmaci dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, istituto associato ad Alleanza Contro il Cancro, nella la sua lectio magistralis al decimo Annual Meeting di Rete in corso di svolgimento a Verona in co-organizzazione con l’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. Nel merito, Curigliano ha argomentato perché spostare il baricentro diagnostico-terapeutico dalle sedi d’organo ai profili molecolari sia ormai una necessità clinica e organizzativa.
«Il cambiamento nella classificazione del cancro metastatico non sarà possibile se non aumenterà l’accesso ai test che rilevano le alterazioni molecolari» ha affermato, richiamando tre snodi quantitativi. Vediamoli. Indicazioni scientifiche: dal 2020 le società scientifiche internazionali, tra cui ESMO, raccomandano test multigenici per tutti i pazienti con carcinoma polmonare avanzato. Eppure, un’analisi su ~38.000 cartelle cliniche statunitensi (diagnosi 2010–2018) mostra solo il 22% con risultati di test molecolari documentati—percentuali coerenti con altri studi internazionali. Costi attuali: negli USA un pannello molecolare può costare circa 3.000 $; in Europa intorno a 1.000 $ per test. Trend di accessibilità: il sequenziamento completo del genoma è sceso a circa 330 $ (da oltre 1.100 $ pochi anni fa). Inoltre, sempre più centri eseguono analisi in-house e, in prospettiva, l’intelligenza artificiale potrà estrarre segnali genomici da vetrini istologici standard, riducendo ulteriormente tempi e costi e rendendo sostenibile il testing anche in Paesi a basso e medio reddito.
Lo studio italiano ROME, citato nella lectio, dimostra la fattibilità clinica dell’approccio “agnostico” nella pratica quotidiana: un percorso in cui la scelta terapeutica è guidata da alterazioni target e biomarker d’azione più che dall’istotipo. «Classificare i tumori in base alle loro caratteristiche molecolari accelererà l’accesso a terapie efficaci per milioni di persone e porrà le basi di una vera oncologia di precisione» ha ribadito Curigliano.
Dal punto di vista del paziente, la transizione a una tassonomia molecolare non si esaurisce nel test: occorre integrare più livelli informativi—genomica del tumore, germline del paziente, numero/dimensioni delle lesioni, aggressività biologica (espressione genica), stato clinico e sintomi (ad es. affaticamento, perdita di peso) —per orientare in modo personalizzato diagnosi, terapia e follow-up.
«ACC, infrastruttura che si estende dall’Italia al mondo»: al via i lavori del 10º meeting della Rete Oncologica Nazionale
«Alleanza Contro il Cancro è nata per trasformare conoscenza in cura, facendo da ponte tra pazienti, ricerca e istituzioni. Oggi quel ponte è diventato un’infrastruttura che si estende dall’Italia al mondo»: con queste parole Ruggero De Maria, presidente di Alleanza Contro il Cancro, ha aperto – alla Camera di Commercio di Verona – i lavori della 10ª edizione dell’Annual Meeting della Rete, keynote della ricerca traslazionale italiana organizzato quest’anno dall’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, associato ad ACC.
Lo aveva preceduto Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute secondo la quale «il contrasto alle neoplasie richiede un approccio integrato che unisca prevenzione, ricerca, innovazione tecnologica, formazione continua e soprattutto il trasferimento rapido della conoscenza scientifica in percorsi di cura efficaci» – ha detto Maria Rosaria Campitiello, capo del dipartimento della prevenzione del Ministero della Salute. «In questo quadro considero Alleanza Contro il Cancro un attore strategico, capace di mettere a sistema le competenze degli IRCCS oncologici e di operare in stretta sinergia con le istituzioni. Il Dipartimento che dirigo è impegnato a promuovere e monitorare reti di eccellenza, sostenendo la ricerca e garantendo che l’innovazione diventi patrimonio condiviso del Servizio sanitario nazionale» – ha spiegato Campitiello. «Attualmente sono operative sei Reti tematiche di IRCCS – quattro su specifiche patologie e due orientate alla popolazione – che costituiscono un capitale unico di conoscenze per affrontare le grandi sfide di sanità pubblica. Sul versante oncologico, Alleanza Contro il Cancro ha guidato quattro progetti di rilievo finanziati con oltre 10 milioni di euro, sviluppando piattaforme clinico-scientifiche di oncologia di precisione e raccogliendo dati fondamentali di genomica, trascrittomica, proteomica e altre analisi molecolari» – ha aggiunto. «Sono risultati che hanno già rafforzato la capacità di diagnosi tempestive e terapie personalizzate. Confermo quindi l’impegno del Ministero – ha concluso – a sostenere la missione di Alleanza Contro il Cancro, anche nel percorso che la vede candidata a svolgere il ruolo di National Cancer Mission Hub per l’Italia».
Piano globale. Nella sua relazione introduttiva De Maria ha ribadito il ruolo internazionale che ACC sta assumendo: sul piano globale, il Presidente ha ricordato la presenza della Rete nella cornice delle Nazioni Unite, dove contribuisce ai dibattiti di alto livello su prevenzione, screening e accesso alle terapie, offrendo un modello che integra ricerca, clinica e politiche pubbliche. Parallelamente, sono in corso collaborazioni strutturate con Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, sviluppate in uno spirito di partenariato paritario: programmi di capacity building per l’oncologia di precisione, gemellaggi, formazione congiunta e progetti concreti su prevenzione, vaccinazioni e screening.
Piano europeo. Il Presidente ha sottolineato il ruolo decisivo di ACC nella costituzione della rete dei Comprehensive Cancer Center, che mira a rendere omogenei criteri di qualità, percorsi diagnostico-terapeutici e indicatori di esito. In questo contesto, l’Italia – attraverso la Rete – si candida a essere hub nazionale della Mission on Cancer, convogliando in un’unica architettura le energie di IRCCS, università, società scientifiche, imprese e associazioni di pazienti. Un impegno che trova riscontro anche nelle Joint Action europee sull’oncologia personalizzata, dove ACC coordina le attività di diagnostica e terapia. Un passaggio di rilievo è stato dedicato alla gestione, affidata ad ACC, del primo hub europeo dei dati dei Molecular Tumor Board. Mettere in rete varianti genomiche, decisioni collegiali e outcome clinici – ha osservato De Maria – significa costruire strumenti di decision support basati su evidenze reali, riducendo le disuguaglianze di accesso e migliorando la qualità delle cure, soprattutto per le patologie rare. «Il valore dei dati è clinico, non solo tecnologico» ha sottolineato, indicando questa infrastruttura come uno degli esempi più concreti di innovazione a servizio dei pazienti.
Guardando al futuro, De Maria ha rimarcato come «la sfida non sia soltanto scientifica ma politica e culturale: se vogliamo che l’oncologia europea sia competitiva e inclusiva, dobbiamo trasformare la rete in piattaforma stabile, capace di attrarre investimenti e di generare innovazione accessibile a tutti». E ha aggiunto: «Il nostro obiettivo è che l’Italia, attraverso ACC, diventi il cuore di una strategia europea e globale sull’oncologia di precisione, portando i pazienti dentro l’agenda delle istituzioni internazionali».
«Questa decima edizione, alla cui organizzazione ha contribuito l’IRCCS di Negrar, è caratterizzata da una partecipazione senza precedenti: sono oltre 500 gli iscritti al meeting; più di un centinaio i relatori, provenienti dai maggiori Istituti oncologici italiani, ai quali si affiancano qualificate presenze dall’estero; infine sono 300 gli abstract di lavori scientifici che saranno presentati, un numero mai raggiunto nelle scorse edizioni» afferma la dottoressa Stefania Gori, Presidente del Congresso e direttore dell’Oncologia Medica e del Dipartimento Oncologico del “Sacro Cuore Don Calabria».
«Sono 3,7 milioni le persone che in Italia oggi vivono con una diagnosi di tumore, con un incremento dell’1,5% nell’ultimo decennio. Diminuisce anche la mortalità fra i giovani adulti. – prosegue Gori -; di fatto, oggi, la metà di coloro a cui viene diagnosticata una malattia oncologica guarisce, con punte del 90% per il tumore della mammella e della prostata in fase iniziale, ma si registrano lunghissime sopravvivenze anche in molte forme metastatiche. Obiettivi impensati fino a pochi anni fa, ma resi possibili soprattutto grazie ai progressi nella ricerca: l’ampliamento delle conoscenze sulle caratteristiche genomiche di ogni neoplasia ha consentito di mettere a punto farmaci innovativi e trattamenti personalizzati sempre più efficaci anche nella fase avanzata della malattia».
I lavori proseguiranno fino a sabato 20 settembre con un programma dedicato alle nuove strategie terapeutiche, all’integrazione dei dati e alle sfide emergenti dell’oncologia di precisione.
Per tutte le info www.alleanzacontroilcancro.it
Annual Meeting disponibile anche in diretta streaming sul canale YT della Rete (Auditorium)
L’Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, in programma dal 18 al 20 settembre a Verona, è sold out da diverse settimane!
Per consentire la più ampia partecipazione, i lavori in sala Auditorium saranno trasmessi in diretta streaming sul canale YouTube di ACC. Nei giorni successivi, sullo stesso canale, verranno rese disponibili anche le registrazioni delle sessioni parallele ospitate nelle altre aule.
⚠️ Si ricorda che la partecipazione online non dà diritto all’accreditamento ECM.
Orari: 18/9 dalle ore 13.45; 19/9 e 20/9 dalle ore 8.00.
🔗 Per seguire la diretta sul canale YouTube ufficiale di Alleanza Contro il Cancro, clicca QUI
Tumori rari, la porta è aperta. Ora è compito degli stakeholders varcarla
Bruxelles, 11 settembre 2025 – In oncologia, ogni dato è molto più di un numero: è un indizio prezioso che può accelerare una diagnosi, guidare una terapia, dare voce a chi altrimenti resterebbe invisibile. Affinché quel patrimonio diventi conoscenza condivisa e utile, deve essere leggibile, interoperabile, sicuro; qui nasce IDEA4RC – “Intelligent ecosystem to improve the governance, the sharing, and the re-use of health data for rare cancers”, il progetto europeo che ha costruito un ecosistema digitale per mettere a sistema i dati clinici dei tumori rari dell’adulto, garantendo riservatezza e conformità non solo al GDPR, ma anche alla nuova normativa europea European Health Data Space entrata in vigore lo scorso marzo 2025, che regola il riutilizzo di dati clinici a scopo di ricerca e innovazione (cosiddetto “uso secondario”).
IDEA4RC è un progetto europeo ma, soprattutto, è un impegno concreto verso chi affronta la sfida dei tumori rari: ogni anno in Europa 650.000 persone ricevono una diagnosi di uno tra i 200 tumori rari riconosciuti. Si tratta di circa un quarto di quelle oncologiche nel Continente. Ogni giorno che passa senza reti più forti e dati più accessibili, si sostiene da IDEA4RC, è un’occasione persa per i pazienti e per chi li cura. La tecnologia è pronta, la porta è aperta: ora è il momento di varcarla.
Coordinato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, con il contributo di Alleanza Contro il Cancro – la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute – e di una rete di 28 partner in 12 Paesi, di cui 11 ospedali (lista in calce), IDEA4RC ha sviluppato una piattaforma che non sposta fisicamente i dati, ma li rende analizzabili localmente, combinando le informazioni che restituisce al ricercatore senza esporre i dati individuali. Un modello federato che abbatte barriere tecnologiche e normative, valorizzando al tempo stesso la proprietà e l’identità di ogni fonte.
L’ecosistema è potenziato da intelligenza artificiale capace, tra l’altro, di estrarre informazioni cliniche da testi non strutturati – come le annotazioni dei medici – e convertirle in formati interoperabili. Così, anche i centri meno digitalizzati possono contribuire e beneficiare della rete. Oggi, con gli strumenti pronti e i test in corso su dati reali, il progetto è entrato nella fase decisiva: quella in cui servono alleati per crescere: centri clinici disposti a condividere dati in sicurezza, aziende tecnologiche interessate a sperimentare o integrare i tool sviluppati e stakeholder istituzionali e professionali pronti a sostenerne la diffusione e la continuità. Qui un riferimento alla community: https://www.idea4rc.eu/community/
Partners coinvolti. INT – Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (Italia); UDEUSTO – Universidad de la Iglesia de Deusto Entidad Religiosa (Spagna); MME – Multimed Engineers SRL (Italia); UPM – Universidad Politécnica de Madrid (Spagna); HL7 Europe – HL7 International Fondation (Belgio); ECCP – European Centre for Certification and Privacy (Lussemburgo); ENG – Engineering – Ingegneria Informatica SPA (Italia); CERTH – Ethniko Kentro Erevnas Kai Technologikis Anaptyxis (Grecia); UU – Universiteit Utrecht (Paesi Bassi); DIGICOR – Digital Institute for Cancer Outcomes Research (Belgio); ACC – Alleanza Contro il Cancro (Italia); FBK – Fondazione Bruno Kessler (Italia); IKNL – Stichting Integraal Kankercentrum Nederland (Paesi Bassi); CLB – Centre de Lutte Contre le Cancer Léon Bérard (Francia); APHP – Assistance Publique Hôpitaux de Paris (Francia); IIS-FJD – Instituto Investigación Sanitaria Fundación Jiménez Díaz (Spagna); VGR – Västra Götalandsregionen (Svezia); MSCI – Narodowy Instytut Onkologii im. Marii Skłodowskiej-Curie – Państwowy Instytut Badawczy (Polonia); MUH – Fakultní Nemocnice v Motole (Repubblica Ceca); OUS – Oslo Universitetssykehus HF (Norvegia); MMCI – Masarykův Onkologický Ústav (Repubblica Ceca); CLN – ClinInote Spolka z Ograniczona Odpowiedzialnoscia (Polonia); FPNS – Fundación Pública Galega de Investigación Biomédica INIBIC (Spagna); TNO – Nederlandse Organisatie voor Toegepast Natuurwetenschappelijk Onderzoek TNO (Paesi Bassi); INF – Inferenze Soc. Coop. (Italia); UKE – Universitätsklinikum Essen (Germania); NIPH – Folkehelseinstituttet (Norvegia); SERGAS – Servizo Galego de Saúde (Spagna).
Paesi coinvolti. Belgio (2), Francia (2), Germania (1), Grecia (1), Italia (5), Lussemburgo (1), Norvegia (2), Paesi Bassi (3), Polonia (2), Repubblica Ceca (2), Spagna (4), Svezia (1)
Nota: il numero tra parentesi indica quante volte il paese compare nell’elenco originale.
Nuove frontiere della lotta ai tumori: a Verona il keynote ACC della ricerca traslazionale
Dal 18 al 20 settembre la Camera di Commercio di Verona ospiterà il decimo Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro (ACC), la Rete di ricerca oncologica italiana del Ministero della Salute. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (VR), associato al network.
L’appuntamento, intitolato tradizionalmente “New Technologies and strategies to Fight cancer”, riunirà clinici, ricercatori e rappresentanti istituzionali per fare il punto sulle innovazioni scientifiche e terapeutiche destinate a ridefinire la lotta ai tumori.
Il programma scientifico prevede lectio magistralis, sessioni plenarie e parallele dedicate ai principali ambiti oncologici (mammella, polmone, ovaio e altri), con focus su immunoterapia, microbiota, medicina di precisione e tecnologie digitali per la ricerca traslazionale. La cerimonia inaugurale sarà aperta dai saluti di Ruggero De Maria, presidente di ACC, e dalle osservazioni introduttive di Stefania Gori, presidente del comitato congressuale e direttrice dell’oncologia medica del Don Calabria.
Day One – 18 settembre 2025
La prima giornata si aprirà con l’ampia relazione di De Maria, seguita dalla lectio magistralis di Giuseppe Curigliano dal titolo “Forget lung, breast or prostate cancer: why tumor naming needs to change”, una riflessione sui paradigmi di classificazione oncologica. Il programma proseguirà con un tributo commemorativo all’eredità scientifica di Giovanni Scambia nell’oncologia ginecologica presentato da Anna Fagotti, e Paolo A. Ascierto illustrerà le nuove strategie terapeutiche oltre immunoterapia e terapie mirate.
Il programma prevede tre sessioni parallele; quella sul carcinoma mammario includerà Claudio Vernieri su dieta e cancro al seno e Andrea Botticelli sul panorama liquidomico del tumore mammario. Tra le comunicazioni selezionate: lo studio CITUCEL su cellule tumorali circolanti nel carcinoma mammario e una ricerca multicentrica sul paesaggio immunitario del carcinoma mammario HER2-low. Quella sul carcinoma polmonare presenterà Lucia Sfondrini sui meccanismi di soppressione immunitaria del microbiota tumore-associato, Federico Cappuzzo sulle strategie per migliorare la sopravvivenza dei pazienti, e Paolo Bironzo sul carcinoma polmonare a piccole cellule. Quella sul carcinoma ovarico includerà Domenica Lorusso sulle nuove strategie terapeutiche e Delia Mezzanzanica sul valore della ricerca traslazionale negli studi clinici.
Due sessioni speciali concluderanno la giornata: “Nuove tecnologie nel trattamento oncologico” con Filippo Alongi sulle frontiere della radioterapia e Stefano Fanti sulla teranostica del carcinoma prostatico, e “Modelli assistenziali e sopravvivenza” moderata da Francesco De Lorenzo e Nicola Silvestris. La sessione sui tumori ematologici presenterà Carmelo Carlo-Stella sui T-cell engager e Antonio Curti sulle mutazioni p53 nella leucemia mieloide acuta.
Day Two – 19 settembre 2025
La seconda giornata inaugurerà con la sessione congiunta ACC-NIBIT sull’immunologia del cancro, dove Teresa Manzo presenterà il controllo lipidico dell’immunità antitumorale, Maria Rescigno il ruolo del microbiota nel trattamento oncologico, e Anna Dimberg la caratterizzazione delle strutture linfoidi terziarie nel glioblastoma.
La sessione genomica del cancro presenterà Giancarlo Pruneri sulla profilazione genomica comprensiva e Rodrigo Dienstman sull’actionability della genomica oncologica. Le sessioni parallele approfondiranno la biopsia liquida con Marzia Del Re sulla traduzione clinica e Francesca Demichelis sul plasma come fonte multi-analitica. La sessione sui biomarcatori includerà Clelia Tiziana Storlazzi sui trascritti PVT1 nel carcinoma polmonare e Claudio Tripodo sulle nicchie stromali nei linfomi. Le nuove tecnologie saranno presentate da Alberto Magi sul sequenziamento nanopore e Stefano Piccolo sui determinanti metastatici del carcinoma mammario.
La sessione congiunta ACC-SIC sui meccanismi fondamentali presenterà Francesca Ciccarelli sulla risposta all’immunoterapia e Giulio Caravagna sull’evoluzione clonale. Le sessioni parallele includeranno Andrea Sottoriva sull’evoluzione del cancro e Vincenzo Corbo sull’ecDNA di MYC nel carcinoma pancreatico, oltre a Diletta Di Mitri sui macrofagi tumor-associati e Berta Lopez Sanchez-Laorden sulla regolazione del melanoma.
La giornata si concluderà con il carcinoma pancreatico presentato da Gioacchino Natoli sull’eterogeneità tumorale e Michele Milella sull’oncologia di precisione, e la sessione vaccini con Alessandro Inno sui vaccini antiepatite B e anti-HPV, Angioletta Lasagna sulla prevenzione delle complicanze infettive, e Chiara Piubelli sulla vaccinazione SARS-CoV-2 nei pazienti oncologici.
Day Three – 20 settembre 2025
La giornata conclusiva sarà aperta da Francesco Iorio che parlerà delle impronte trascrizionali per la scoperta di farmaci anticancro e Christian Blank sulla personalizzazione dell’immunoterapia neoadiuvante.
Le sessioni parallele copriranno melanoma e tumori rari con Marco Donia sulle nuove frontiere dell’immunoterapia, tumori cerebrali con Marc Sanson sui gliomi mutati IDH, e tumori gastrointestinali con Carmine Carbone sulla trascrittomica spaziale pancreatica e Maria Abbondanza Pantaleo sui GIST avanzati. Le comunicazioni includeranno ricerche su piattaforme liposomiali ingegnerizzate per sarcomi dei tessuti molli, strategie per ripristinare la chemiosensibilità nel carcinoma squamocellulare della testa e del collo, modelli preclinici per osteosarcoma, studi su regorafenib versus standard di cura nel meningioma, e approcci per superare la resistenza al blocco EGFR nel carcinoma colorettale.
Il meeting si concluderà con la lectio magistralis di Paolo Marchetti sul Be-Rome Trial e la sessione finale sui progetti ACC moderata da Lisa Licitra, che illustrerà risultati e prospettive future della rete italiana di ricerca sul cancro.
10° Annual Meeting ACC: istruzioni di viaggio
Manca davvero poco al 10° Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, in programma dal 18 al 20 settembre 2025 a Verona, co-organizzato con l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, associato alla Rete. Un appuntamento che segna un traguardo importante per la comunità scientifica italiana impegnata nella ricerca oncologica, ma che è anche un’occasione di incontro e confronto per tutti coloro che si sono iscritti e parteciperanno.
La sede dei lavori sarà il Centro Congressi della Camera di Commercio di Verona, in Corso Porta Nuova 96: una struttura moderna, attrezzata e soprattutto facilmente raggiungibile. Chi arriverà in treno potrà percorrere a piedi in meno di dieci minuti il tragitto dalla stazione di Verona Porta Nuova. Per chi si sposta in auto, l’uscita consigliata è Verona Sud sull’A4, con parcheggi disponibili in zona (Città di Nimes, Cittadella, Arena). Dall’aeroporto di Verona Villafranca il collegamento più rapido è la navetta “Verona Airlink”, che conduce direttamente alla stazione. Infine, per chi userà gli autobus urbani, le fermate Corso Porta Nuova / Camera di Commercio A e B sono a meno di tre minuti a piedi dall’ingresso.
Tutto è pronto, dunque, per accogliere i partecipanti, che vivranno tre giornate intense tra letture magistrali, sessioni parallele e approfondimenti sulle nuove strategie di cura e sulle tecnologie emergenti.
👉 Il programma completo dell’evento è disponibile cliccando sulla call to action in home page
Webinar AIGOM sul carcinoma mammario metastatico: aggiornamenti e prospettive terapeutiche
Alleanza Contro il Cancro patrocina il webinar “Carcinoma mammario metastatico: quali novità?”, organizzato da AIGOM in occasione della Giornata Nazionale del Tumore Mammario Metastatico. L’evento si terrà il 10 ottobre 2025 in modalità online e rappresenta un appuntamento scientifico di rilievo per fare il punto sulle ultime evidenze nella gestione di questa patologia.
L’iniziativa riunirà alcuni tra i maggiori esperti italiani del settore, tra cui Stefania Gori, Valentina Guarneri e Serena Di Cosimo, insieme ai rappresentanti delle principali associazioni di pazienti. Il programma prevede un’analisi approfondita delle caratteristiche patologiche e molecolari del carcinoma metastatico, con particolare attenzione alle nuove opzioni terapeutiche per i diversi sottotipi di malattia, tra cui i farmaci a bersaglio molecolare e gli antibody-drug conjugate.
Uno spazio significativo sarà dedicato alla ricerca clinica, con focus sull’impiego della biopsia liquida e sulle prospettive future nel trattamento. Non mancherà un’analisi dei bisogni delle pazienti e delle strategie di supporto, con il contributo di esperti in psiconcologia e delle principali realtà associative.
La partecipazione è gratuita previa registrazione obbligatoria al link raggiungibile QUI
Per ulteriori dettagli è disponibile il programma completo in allegato.
Rosato: «Terapie cellulari e oncologia: la sfida (e i costi) del prossimo decennio»
Secondo Antonio Rosato, Direttore Scientifico ff dell’IRCCS IOV – associato ad Alleanza Contro il Cancro – intervenuto alla round table promossa da IEO e patrocinata anche dalla stessa da ACC, «nel prossimo decennio le terapie cellulari diventeranno un elemento fondamentale nell’approccio ai pazienti oncologici come prima linea. A livello nazionale – ha detto il DS dell’Istituto, associato ad ACC – la realtà è assolutamente inferiore alle aspettative».
Un contrasto significativo emerge dal confronto con l’esperienza di Barcellona, dove le terapie cellulari vengono prodotte a 80 mila euro rispetto ai 330 mila euro circa che il SSN paga alle varie aziende per la produzione commerciale. «Stiamo già osservando in ambito oncoematologico una saturazione delle capacità produttive delle ditte» ha osservato Rosato – anticipando la necessità di strutture dedicate e competenze specializzate. Perché la sfida organizzativa è particolarmente complessa: «Se andate a cercare i direttori di produzione, quelli che rilasciano i lotti, la ricerca è ardua quanto quella di Diogene con la lanterna. Le strutture come gli IRCCS hanno delle potenzialità che possono esprimere in questo settore specifico e dovrebbero essere messe in rete per trovare competenze per lo sviluppo di nuove terapie cellulari, per la loro evoluzione in senso applicativo nella ricerca accademica e per arrivare a produrre terapie che possano essere somministrate al paziente».
Rosato ha fatto cenno al progetto sui centri di eccellenza per le CAR-T lanciato nel 2018-2019, rimasto però lettera morta nonostante le aspettative iniziali. Particolare attenzione è stata dedicata agli sviluppi nei tumori solidi, con riferimento ai progressi del neuroblastoma sviluppati dal Bambino Gesù, che potrebbero rappresentare una delle prime terapie cellulari portate alla pratica clinica in questo ambito.
«Quando arriverà la prima CAR-T per tumori solidi su patologie ad alto impatto numerico, i conti sono destinati a saltare se i costi saranno quelli attualmente praticati – ha ammonito Rosato -: fare alcuni ragionamenti e trovarci pronti per affrontare tali problematiche su questi versanti potrebbe non essere del tutto irrilevante».
Franceschi: «Prevenzione oncologica, gli IRCCS possono fare di più»
«Il carcinoma della cervice è oggi l’unico tumore per cui esiste una strategia globale di eliminazione, ma siamo ancora lontani dagli obiettivi perfino nell’Unione Europea; gli IRCCS potrebbero aggiungere le loro competenze e prestigio a quelle dell’Istituto Superiore di Sanità e delle Regioni per promuovere prevenzione e screening, un’opportunità che la Rete potrebbe cogliere per rafforzare il proprio impatto sulla salute pubblica». Questa la sintesi dell’intervento di Silvia Franceschi, Direttore Scientifico dell’IRCCS CRO di Aviano e membro del Direttivo di Alleanza Contro il Cancro, di cui l’Istituto è socio fondatore, alla round table della MIDSUMMERSCHOOL 2025 organizzata dallo IEO.
Franceschi ha posto l’accento sul possibile contributo degli Istituti di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico nella prevenzione oncologica, con un focus sul papillomavirus (HPV) e il carcinoma della cervice uterina. La ricercatrice ha ricordato come l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia definito la soglia di eliminazione del carcinoma della cervice in meno di 4 casi ogni 100.000 donne, un traguardo che nessun Paese europeo ha ancora raggiunto. Nella maggior parte d’Italia, la copertura vaccinale resta sotto il 70% e solo metà della popolazione femminile partecipa ai programmi di screening organizzato.
«Dovremmo soprattutto impegnarci a intercettare quel 30-40% di donne che non sono mai state sottoposte a screening – ha spiegato Franceschi – ed ogni contatto con la sanità deve diventare un’occasione per offrirne loro uno». Il vaccino contro l’HPV, frutto di una fortunata combinazione tra ricerca molecolare e collaborazione industriale, rappresenta un’eccellenza nella prevenzione oncologica. Studi recenti condotti in diverse aree del mondo, tra cui la Costa Rica con il sostegno dell’NCI statunitense, dimostrano che anche una sola dose di vaccino può garantire una protezione paragonabile a due o tre somministrazioni almeno nelle adolescenti e nelle giovani donne. Questa strategia di de-escalation – già adottata da 72 Paesi, inclusi Canada, Australia, Regno Unito e Spagna – potrebbe facilitare l’accesso al vaccino anche nei contesti in cui i costi e la logistica della vaccinazione rappresentano un ostacolo.
Un’altra opportunità rilevante, secondo Franceschi, risiede nel supporto che l’intelligenza artificiale (IA) può offrire nella parte più complicata dello screening, cioè il triage delle donne HPV-positive. Ottimizzando l’analisi delle immagini citologiche e colposcopiche anche a distanza, l’AI migliorare la scelta del trattamento. «L’HPV è il modello di riferimento per la prevenzione multidisciplinare dei tumori causati da infezioni – ha concluso Franceschi – e potrebbe ispirare screening anche per i tumori come quelli al fegato e allo stomaco, con l’auspicio che la prevenzione diventi sempre più una priorità condivisa tra istituzioni, rete clinica e comunità scientifica».