GerSom: in un unico flusso di dati, informazioni terapeutiche e predittive
Car-T, progettualità ambiziosa che coinvolge 13 IRCCS della Rete
Leucemie acute mieloidi, validati tre nuovi pannelli genici
Roma, 21 novembre 2019 – «Il working group di Oncoematologia della Rete Oncologica Nazionale (ACC), costituitosi solo poche settimane fa, ha focalizzato subito gli sforzi maggiori – come conferma il professor Pier Giuseppe Pelicci, coordinatore scientifico del network e dello stesso WG intervenendo al 4° Annual Meeting
di Alleanza Contro il Cancro, in svolgimento all’aula del Rettorato della Sapienza a Roma – nello studio delle leucemie acute mieloidi (LAM), patologie che, ad esclusione della promielocitica acuta, hanno «una prognosi infausta e necessitano urgentemente di nuove strategie terapeutiche». Il gruppo di lavoro, basato allo IEO di Milano, generato e validato tre pannelli genici: MyeloPanel – per la caratterizzazione molecolare e l’identificazione di possibilità terapeutiche dei pazienti LAM. Contiene geni driver della LAM, geni che conferiscono predisposizione verso neoplasie ematologiche e geni actionable, che predicono la risposta a specifici farmaci. Duplex Panel – per l’identificazione di mutazioni rare (>0,001%), utilizzato per monitorare la malattia minima residua. CHIP-UMI Panel – per l’analisi dell’ematopoiesi clonale (CHIP), condizione considerata predisponente per lo sviluppo di LAM secondarie. Attualmente il WG studia le LAM che insorgono in seguito a chemioterapie per altre patologie neoplastiche (therapy-related LAM), la loro correlazione con CHIP e con mutazioni in geni predisponenti.
Nasce la Rete delle Reti: 55 mln per rivoluzionare la medicina italiana
Il progetto, finanziato tramite il Ministero della Salute, prenderà il via a fine 2019 e coinvolgerà le tre principali Reti italiane | Creazione di una piattaforma centralizzata per analizzare l’enorme massa di dati dei 51 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico del Paese | Saprà connettersi con l’esterno (altri istituti, database regionali ed internazionali) e consentirà analisi aggregate nel singolo paziente o in popolazioni di pazienti | Sarà coordinata da ACC
Roma, 20 novembre 2019 – Intervenendo a margine del 4° Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro il Presidente della Rete, Ruggero De Maria, ha osservato come occorra «creare le condizioni affinché tutti i dati clinici di ciascun Paziente siano resi disponibili e interoperabili per permettere alle tecnologie di machine learning, che sono alla base dell’intelligenza artificiale, di essere sviluppate e applicate, sia per curare i pazienti, sia per prevenire le malattie». Una strada che va necessariamente percorsa e che la Rete Oncologica Nazionale ha intrapreso assieme a quella Cardiologica e delle Neuroscienze/Riabilitazione degli IRCCS (51 istituti in tutto) per creare l’Istituto Virtuale di Patologia della Rete Italiana degli IRCCS: prevenire malattie, personalizzare le cure, migliorare la qualità di vita dei Pazienti». Una strada che, secondo De Maria, rivoluzionerà la medicina nel nostro Paese.
Il progetto, già finanziato dal MEF tramite il Ministero della Salute con 55 milioni di euro che saranno erogati da fine 2019 per dieci anni, prevede la creazione di una piattaforma integrata per la raccolta di dati omici, di imaging e clinici in ciascun IRCCS che sia a sua volta in grado di comunicare efficientemente con quella centralizzata. Quest’ultima sarà disegnata per consentire l’analisi dei dati condivisi e, parzialmente, lo storage. Le piattaforme saranno principalmente basate sull’uso di risorse open-source e tools informatici e specifici software o piattaforme consolidati e di ampia diffusione negli ospedali di ricerca internazionali. Un elemento di fattibilità critico del progetto è la creazione, in ogni Istituto associato a una delle Reti, di condizioni che garantiscano la interoperabilità dei dati.
La capacità di ottimizzare la prevenzione e la cura delle malattie attraverso l’innovazione scientifica e tecnologica è una delle sfide più importanti che sta affrontando il nostro Paese, è scritto nell’abstract di progetto. La spesa sanitaria nazionale sta diventando sempre meno sostenibile e richiede il massimo sforzo per far sì che la medicina diventi sempre più preventiva e di precisione, in modo tale che ogni terapia somministrata ad ogni singolo paziente sia la migliore possibile e potenzialmente curativa. La possibilità di avvalersi di modelli in grado di comprendere, elaborare e simulare con precisione ogni singola persona o paziente, attraverso l’elaborazione di quello che viene chiamato virtual twin, permetterà di aumentare l’efficacia delle terapie e di prevenire le malattie, riducendo i costi sanitari e aumentando la qualità di vita della popolazione. Questa rivoluzione del modo di approcciarsi al problema salute si può avvalere dell’innovazione scientifica e tecnologica che permette di mettere insieme i progressi dell’ICT con quelli delle cosiddette scienze omiche.
La creazione della piattaforma centrale sarà successiva alla modernizzazione delle infrastrutture IT di ciascun IRCCS allo scopo di rendere possibile l’estrazione di dati clinici e scientifici di ciascun Paziente e la loro integrazione in una banca dati integrata che consenta poi l’interoperabilità degli stessi. Sarà poi creata una piattaforma integrata centralizzata capace di comunicare con quelle di ciascun IRCCS, connettersi con l’esterno (altri istituti, database regionali ed internazionali) e consentire analisi aggregate nel singolo paziente o in popolazioni di pazienti.
ACC guida la trasformazione dell’oncologia tradizionale verso quella del futuro
Il Presidente Ruggero De Maria: messa a punto la piattaforma GerSom in grado di decodificare tutti i tumori e i Pazienti che si sono ammalati a causa di una forte predisposizione genetica | Consentirà anche di individuare i familiari sani ad alto rischio | Al via anche il progetto finanziato dal MEF che coinvolgerà le altre due Reti principali (Neurologica e Cardiologica)
Roma, 20 novembre 2019 – Aprendo i lavori del 4° Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, in programma alla Sapienza di Roma ed organizzati in collaborazione con IRE, il Presidente, professor Ruggero De Maria, ha spiegato che il convegno «si svolge quando la Rete degli IRCCS ha acquisito un ruolo fondamentale nell’oncologia del Paese. Oltre ad essere un riferimento operativo del Ministero della Salute per condurre importanti compiti istituzionali e progetti strategici, come l’aggiornamento del Piano Oncologico Nazionale o il primo programma nazionale per lo sviluppo di nuove terapie basate sulle cellule Car-T – ha aggiunto – ACC sta guidando la trasformazione dell’oncologia tradizionale nell’oncologia del futuro».
Due i programmi principali avviati dal network cui aderiscono attualmente da 26 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, ISS, AIMaC, Fondazione Cnao e Italian Sarcoma Group. «Nel primo, di genomica oncologica, abbiamo messo a punto la piattaforma GerSom – ha detto ancora De Maria – in grado di decodificare tutti i tumori e i Pazienti che si siano ammalati a causa di una forte predisposizione genetica. Oltre a permetterci di curarli meglio, il programma ci consentirà di individuare i familiari sani ad alto rischio di ammalarsi di cancro, in modo tale da inviare a percorsi dedicati di prevenzione chi ne abbia bisogno e salvare così molte vite umane. Il secondo, particolarmente strategico e coordinato da ACC, riguarda l’analisi dei dati clinici convenzionali e la loro integrazione con altri che derivano dalle scienze omiche, come la genomica, la radiomica e la trascrittomica (di cui riferiamo in altro comunicato).
Per il Presidente di Alleanza Contro il Cancro è stata anche l’occasione per ribadire l’importanza dell’appello sottoscritto assieme alle altre Reti, ad Airc e Telethon per l’esenzione dall’Iva (22%) dei reagenti e dei macchinari per la ricerca biotecnologica e biomedica pubblica o senza fini di lucro. «Purtroppo, in Italia i finanziamenti alla ricerca sono molto modesti, se poi immaginate che le persone donano perché hanno avuto una sofferenza personale in famiglia, donano su cifre già tassate… beh, crediamo non ci debbano essere ulteriori balzelli. L’Italia deve fare uno sforzo: si pensi che l’Iva sulla ricerca non esiste in Inghilterra, in Svezia ed in Spagna viene restituita, in Svizzera è solo al 7%, Paesi dove comunque e normalmente la ricerca è molto meglio finanziata che qui da noi».
De Paoli: per ACC un anno di cambiamento
Secondo il DG della Rete, Paolo De Paoli, Il 2019 è stato un anno di cambiamento: “Abbiamo infatti intrapreso una revisione dell’organizzazione interna in Working Group e Comitati, dando spazio a nuove proposte (Radiomica) e affidando la gestione scientifica ad un Segretario nominato dal Consiglio Direttivo sulla base di un regolamento. Inoltre, vi è stato un forte indirizzo del Ministero della Salute finalizzato a dare maggiore importanza alle reti di patologia, sia creando una struttura di coordinamento interrete, sia affidando ad ACC finanziamenti per rafforzare il sistema paese nella ricerca oncologica. Si è inoltre stabilita una maggiore sinergia con l’Istituto Superiore di Sanità nella prospettiva di unire gli sforzi e migliorare le performances. Infine, ha detto ancora De Paoli, ACC si è aperta a collaborazioni europee con l’incarico da parte del Ministero di partecipare al progetto 1 Million Genomes e con la partnership scientifica nel progetto OncNGS di Horizon 2020″.
Ricerca scientifica, appello al Governo per l’esenzione IVA
E’ stato presentato un emendamento al decreto fiscale a firma di Riccardo Magi, parlamentare di + Europa, per l’esenzione dall’IVA (22%) dei reagenti e dei macchinari per la ricerca biotecnologica e biomedica pubblica o senza fini di lucro.
IL TESTO CONGIUNTO DELL’APPELLO
Come emerge dalla relazione del CNR sulla ricerca e l’innovazione in Italia 2019, sebbene gli investimenti in ricerca e sviluppo tra il 2000 e il 2016 siano cresciuti dall’1 all’1,4% del PIL, gli stanziamenti pubblici in per la ricerca nello stesso periodo sono diminuiti dall’1,4% all’1% della spesa pubblica. L’Italia infatti resta agli ultimi tra i Paesi industrializzati per gli investimenti in ricerca. Basta pensare che la spesa media per la ricerca in Europa è di circa il 2% del PIL. Nonostante i pochi fondi, dal 2000 al 2016 il contributo italiano alle pubblicazioni scientifiche è passato dal 3,2% al 4% della quota mondiale, raggiungendo la Francia. Un risultato ancora più apprezzabile se si pensa che i Paesi occidentali hanno visto la propria quota ridursi, con l’imporsi di Paesi emergenti, primo tra tutti la Cina.
La ricerca scientifica è un fattore fondamentale per aumentare la competitività dell’Italia. Nella legge di bilancio per il 2020, che ha iniziato il suo iter in Senato, c’è poco oltre all’istituzione dell’Agenzia Nazionale per la Ricerca, un’iniziativa che non si vede come possa avere un effetto di rilancio senza che vi siano dei finanziamenti adeguati per sostenere la ricerca e l’innovazione scientifica del nostro Paese.
Per questo facciamo appello al Governo, affinché approvi una norma dall’impatto limitato sul bilancio dello Stato che però libererebbe importanti risorse per la ricerca scientifica: l’esenzione dall’IVA sulle forniture di reagenti e apparecchiature per la ricerca effettuata senza finalità di lucro, a partire dal settore biomedico.
Per cogliere appieno la condivisibilità di tale proposta, basti considerare che attualmente lo Stato richiede l’applicazione del 22% di IVA sulla compravendita di prodotti per la ricerca scientifica, anche per gli acquisti effettuati nell’ambito della ricerca finanziata con fondi pubblici da centri senza finalità di lucro, che per loro stessa natura non possono usufruire delle detrazioni sugli acquisti, di fatto depotenziando il finanziamento stesso che lo Stato eroga.
Inoltre, se si considera che attualmente si applica l’IVA sulla compravendita di forniture per la ricerca non profit anche nei casi, tipici della ricerca biomedica, in cui i fondi provengano da donazioni spontanee effettuate da cittadini che – spesso per dolorosi trascorsi – hanno sviluppato particolare sensibilità e vogliono dedicare le proprie risorse economiche al progresso della ricerca, si comprende ancor più come anche in questo caso sia poco appropriato che lo Stato trattenga parte di tali risorse.
A spingere in tale direzione si aggiunge un’altra forte ragione, quella della competitività con gli altri Paesi europei. Infatti, non si applica l’imposta sul valore aggiunto su questa tipologia di forniture in Inghilterra e Svezia; in Germania sono esentati gli istituti di ricerca federali; in Spagna è previsto un meccanismo che restituisce a fine anno l’imposta versata; in Svizzera l’imposta è pari a solo il 7%.
Su questo tema, l’onorevole Riccardo Magi ha già preparato un emendamento aperto alla sottoscrizione trasversale di tutti i deputati, al fine di inserire la norma nella legge di conversione del decreto fiscale o nella legge di bilancio.
Annual Meeting, superate le 500 iscrizioni
Roma, 15 novembre 2019 – Sono oltre 500 gli iscritti al quarto Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro – Rete Oncologica Nazionale – evento organizzato in collaborazione con l’IRCCS IRE di Roma, in programma dal 20 al 22 prossimi nell’aula del Rettorato dell’Università Sapienza. Un consenso che ha superato quello delle precedenti edizioni a dimostrazione del crescente interesse attorno alle tematiche della ricerca traslazionale oncologica sviluppate da ACC, riferimento nazionale.
Programma Nazionale di Oncologia Personalizzata, i risultati

Roma, 24 ottobre 2019 – L’intervento di questa mattina del Ministro della Salute, Roberto Speranza, in occasione dell’apertura, al Quirinale, de I Giorni della Ricerca promossi da Fondazione AIRC, è stata anche la migliore occasione per fare il punto sugli importanti risultati sin qui ottenuti da Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale fondata nel 2002 dal dicastero della Sanità presieduta dal professor Ruggero De Maria.
Proprio il Ministero ha incaricato ACC di condurre un Programma Nazionale di Oncologia Personalizzata con l’obiettivo di estendere il programma a tutte le strutture sanitarie del Paese. Esso ha già raggiunto ottimi risultati, vediamoli in dettaglio.
1) I 26 IRCCS che la costituiscono attualmente (oltre a ISS, Italian Sarcoma Group, AIMaC e Fondazione Cnao), possiedono oggi competenze e attrezzature per eseguire screening genomici;
2) È stata creata una comunità nazionale, distribuita tra i vari IRCCS, di esperti di bioinformatica e analisi dei dati genomici;
3) È stato allestito un primo test genomico per il tumore del polmone, attualmente in fase di validazione clinica negli IRCCS della rete, che consentirà l’esecuzione di un’analisi genomica completa e a basso costo per tutti i pazienti affetti da cancro al polmone;
4) È stata infine istituita una Commissione Nazionale, composta dai nostri massimi esperti del settore, per definire alcune linee guida per la gestione dei dati genomici che saranno presentate tra poche settimane e che consentiranno di rispettare la privacy dei pazienti e, allo stesso tempo, di trarre beneficio dalla condivisione di tutti i dati della Rete.
Ricerca: il dettaglio dei progetti ACC annunciati dal Ministro

Courtesy: Quirinale
Roma, 24 ottobre 2019 – Da gennaio 2020 partiranno tre importanti progetti mirati con gli IRCCS di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale presieduta dal professor Ruggero De Maria. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo al Quirinale in occasione dell’apertura, da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, de I Giorni della Ricerca promossi da Fondazione AIRC. Eccoli nel dettaglio.
Il primo riguarda uno screening con un nuovo test genomico a basso costo, messo a punto dalla Rete, per caratterizzare tutti i tumori e comprendere quali soggetti si siano ammalati a causa di una predisposizione ereditaria e permetterà di curare meglio i pazienti e di avviare piani di prevenzione mirata nei familiari a rischio.
Il secondo progetto concerne la creazione di una grande banca dati nazionale che consentirà di centralizzare tutte le informazioni delle cosiddette analisi omiche dei pazienti degli IRCCS. A seguito della diffusione di tecnologie come la genomica (analisi del DNA), la trascrittomica (analisi dell’RNA) e la radiomica (analisi computerizzata delle immagini radiologiche), i medici si trovano a prendere decisioni terapeutiche sulla base di un enorme numero di dati che devono essere elaborati e integrati con gli altri dati clinici attraverso sofisticate analisi informatiche. In questo progetto, Alleanza Contro il Cancro lavorerà insieme alle altre reti degli IRCCS per dotare il Paese di una struttura che permetta di analizzare i dati più complessi in modo da consentire ai medici di identificare la cura migliore per ciascun paziente.
Il terzo progetto, che partirà sempre a gennaio, riguarda le cosiddette terapie CAR T. Le cellule CAR T sono linfociti del sistema immunitario che, dopo essere stati prelevati dai pazienti, vengono espansi e ingegnerizzati in laboratorio in modo da renderli in grado di distruggere il tumore una volta reintrodotti nei pazienti. Questo tipo di terapia genica con cellule CAR T è oggi disponibile solo per combattere alcune neoplasie ematologiche, ma è in grado di curare molti pazienti che in passato erano stati giudicati incurabili dopo aver fallito ogni tipo di terapia. Alleanza Contro il Cancro, insieme ai centri italiani più avanzati in questo settore, si occuperà di sviluppare nuove terapie con cellule CAR T programmate per distruggere altri tumori che non siano efficacemente curabili in altro modo.
Il Ministero della Salute ha inoltre finanziato la creazione e l’implementazione di strutture regionali per la produzione di queste terapie cellulari, in modo da offrire la possibilità ai nostri pazienti di accedere alle terapie con le nuove CAR T che verranno sviluppate nei prossimi anni.