24 Luglio 2024

De Maria: «Governare l’innovazione per il bene dei pazienti, auspico collaborazione con Agenas»

Roma, 16 maggio 2024 – Elevare gli standard in Italia e in Europa, portare e governare l’innovazione nella ricerca scientifica e nella pratica clinica, ora che anche sull’utilizzo dell’IA c’è stato un intervento normativo importante da parte del Governo, e lavorare in sinergia per il bene ultimo dei pazienti. Così questa mattina il prof. Ruggero De Maria, Presidente di Alleanza Contro il Cancro, intervenuto al convegno promosso al Senato da FAVO, la Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, in occasione della XIX giornata del Malato oncologico, invitato tra gli speaker della tavola rotonda su “Requisiti essenziali per la valutazione delle Reti oncologiche, secondo l’intesa Stato-Regioni”.

«Anche in campo scientifico assistiamo a una vera e propria rivoluzione: ci sono le omiche – tecnologie come la genomica e la radiomica che sono in grado di esaminare un enorme numero di dati per descrivere e interpretare gli organi e le malattie – e c’è l’intelligenza artificiale, ne stiamo discutendo cercando di programmare e gestirle al meglio, anche se ancora non riusciamo a comprenderne fino in fondo la portata». Qualche esempio, tuttavia, De Maria lo fa: «Pensiamo all’Italia, alle opportunità che deriveranno dalla disponibilità di possedere tutti i dati dei pazienti e alla capacità di valutare le performance degli ospedali in maniera capillare e, in base a ciò, a come armonizzare le procedure, i trattamenti e persino gli interventi normativi».

Una visione di insieme che, come ha detto De Maria, ha avuto in ACC un battistrada con la creazione del progetto decennale Health Big Data, iniziativa finanziata dal Ministero della Salute avviata prima del fascicolo sanitario elettronico per integrare e armonizzare i dati di tutti gli IRCCS da utilizzare per produrre Real World Evidence. «Per chi fa ricerca è essenziale: le sperimentazioni cliniche che portano all’approvazione dei farmaci producono informazioni che riguardano un determinato gruppo di pazienti con specifiche caratteristiche ma non ciò che avviene nella vita reale, quando la terapia viene data in tutti gli ospedali dopo l’approvazione del farmaco. La possibilità ulteriore di utilizzare le omiche ci garantirà una visione davvero molto ampia».

De Maria ha auspicato una prossima collaborazione con Agenas, «ci siamo messi a disposizione del direttore Mantoan – ha detto – perché in futuro il fascicolo sanitario conterrà i dati omici di ogni singolo paziente e il nostro compito, tra gli altri, è quello di accompagnare quest’innovazione con la maggiore sinergia possibile per attuare gli interventi più puntuali. Oggi dobbiamo lavorare sulle disparità cercando di elevare gli standard – ha detto ancora De Maria –, domani dovremo intervenire per portare l’innovazione in tutto il Paese». Una metodologia che si estende anche a livello europeo dove ACC riveste un ruolo molto importante.

«Stiamo disegnando la Rete Europea dei Comprehensive Cancer Center secondo i dettami dell’UE che ha chiesto che entro il 2030 non meno del 90% dei pazienti venga trattato in Istituti CCC. Quelli che non rientreranno in questa categoria saranno comunque collegati con altre strutture per garantire livelli qualitativi molto elevati. C’è parecchio da fare: in Italia, per esempio, il criterio di accreditamento utilizzato riguarda la capacità e l’eccellenza di un centro per curare tutti i tumori, ma in altri Paesi d’Europa non è così: in Germania, faccio un altro esempio, viene accreditato un centro il trattamento delle singole patologie tumorali; un confronto tra diversi modelli per individuare migliore strategia di intervento».

De Maria, riferendosi infine al ruolo dell’intelligenza artificiale nella ricerca scientifica ha plaudito all’iniziativa del Governo a livello normativo che faciliterà le procedure. Ora dobbiamo semplicemente lavorare insieme e cercare di governare l’innovazione per il bene ultimo dei pazienti».

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