Tumori, i dati del carico globale al summit Italia-Cina: stimati nel mondo oltre 34 milioni di nuovi casi nel 2050
Il carico globale del cancro continua a crescere: secondo le stime internazionali più recenti, nel 2024 sono stati registrati circa 20,6 milioni di nuovi casi di tumore e quasi 10 milioni di decessi; entro il 2050 potrebbero superare i 34 milioni l’anno, con 17,5 milioni di decessi: il tema è stato al centro del China–Italy Anti-Cancer Summit 2026, organizzato dalla China Anti-Cancer Association (CACA), da Alleanza Contro il Cancro (ACC), la Rete Oncologica Nazionale promossa dal Ministero della Salute, dalla International Alliance for Personalised Medicine (IPM Alliance) e dalla World Association for Integrative Oncology (WAIO). L’incontro, svoltosi online, è stato seguito da circa 70 mila persone, secondo quanto riferito dagli organizzatori.
La Cina rappresenta una quota molto rilevante del burden oncologico mondiale, con circa 4,8 milioni di nuovi casi e 2,5 milioni di decessi nel 2022; la sopravvivenza relativa a cinque anni per tutti i tumori è salita al 43,7%, un dato in crescita, ma ancora inferiore rispetto ai valori osservati in molti Paesi occidentali. Il professor Daiming Fan, Presidente della CACA, della Asian Oncology Society e della WAIO, ha presentato le linee guida oncologiche cinesi sviluppate da CACA, composte da oltre 12 milioni di caratteri complessivi e riferite alla quasi totalità delle patologie tumorali osservate in Cina. Fan ha inoltre illustrato il modello della Holistic Integrative Medicine, promosso da CACA, che considera il paziente nella sua globalità e integra prevenzione, diagnosi, trattamento e riabilitazione, combinando medicina di precisione, ricerca traslazionale, intelligenza artificiale e competenze multidisciplinari.
Il professor Ruggero De Maria, Presidente di ACC, ha delineato il ruolo dell’Italia nella strategia europea contro il cancro, fondata su due pilastri complementari: l’Europe’s Beating Cancer Plan, orientato alle politiche sanitarie, alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla qualità delle cure, e la EU Cancer Mission, dedicata alla ricerca, all’innovazione e alla trasformazione delle conoscenze scientifiche in benefici misurabili per i pazienti.
Al centro della presentazione italiana vi è stato lo sviluppo dei Molecular Tumor Boards (MTB). L’Italia ha adottato linee guida nazionali per gli MTB e, attraverso ACC, ha sviluppato una piattaforma virtuale per la discussione multidisciplinare dei casi, la raccolta dei dati clinici e genomici e il supporto alle decisioni. La piattaforma è integrata con strumenti di intelligenza artificiale basati su 11 agenti specializzati, dedicati a funzioni quali sintesi clinica, annotazione genomica, interazioni farmacologiche, trial matching, verifica delle raccomandazioni e simulazione di scenari clinici.
De Maria ha inoltre presentato il modello del Rome Trial e della piattaforma Be-Rome, uno studio adattivo multibasket basato su profilazione genomica estesa, discussione in MTB e assegnazione terapeutica guidata dal profilo molecolare coordinato dal prof. Paolo Marchetti. Il modello mira a generare evidenze cliniche in popolazioni molecolarmente definite, favorendo l’uso razionale di terapie mirate e immunoterapie e l’integrazione progressiva di nuovi farmaci e nuove coorti.
Nella parte conclusiva, De Maria ha proposto di costruire, attraverso IPM Alliance, una cooperazione operativa tra Italia e Cina. Le possibili aree di lavoro includono l’armonizzazione degli standard diagnostici, l’adattamento del modello Rome Trial al contesto cinese, l’identificazione di coorti genomiche comparabili, lo sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale per il trial matching e la creazione di programmi comuni di formazione e dialogo regolatorio. L’obiettivo è mettere in relazione grandi casistiche cliniche e molecolari raccolte in popolazioni diverse, per individuare nuove opportunità terapeutiche e accelerare l’accesso dei pazienti all’oncologia personalizzata.
Tra i contributi italiani al summit anche quello della professoressa Daniela Pia Rosaria Chieffo, Università Cattolica del Sacro Cuore e Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, che ha presentato ON-COME, modello europeo supportato dall’intelligenza artificiale per la presa in carico neuropsicologica dei pazienti pediatrici oncologici e per l’integrazione delle dimensioni cognitive, psicologiche e ambientali nel percorso di cura.
China-Italy anti-cancer summit 2026 il 23 luglio dalle ore 10: come partecipare online
Biomarcatori, algoritmi e dati: la nuova grammatica dell’oncologia
L’oncologia sta cambiando linguaggio: accanto ai farmaci entrano stabilmente biomarcatori, algoritmi, piattaforme federate per la condivisione dei dati, modelli predittivi e terapie sempre più guidate dalle caratteristiche biologiche del tumore. Il programma scientifico dell’undicesima edizione dell’Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro – la Rete Oncologica del Ministero della Salute presieduta dal professor Ruggero De Maria – in programma a Napoli dal 10 al 12 settembre, in collaborazione con la Fondazione IRCCS Pascale, associata alla Rete, restituisce con chiarezza questa evoluzione: tre giornate costruite attorno alle principali direttrici della ricerca internazionale, nelle quali innovazione biologica, tecnologie digitali e applicazioni cliniche convergono in un modello di oncologia sempre più integrato.
L’interesse suscitato dall’iniziativa ha superato le aspettative: i posti disponibili sono stati esauriti con largo anticipo e le richieste continuano ad arrivare attraverso una lista d’attesa; anche la call per gli abstract ha registrato un’adesione particolarmente elevata, confermando il ruolo crescente dell’appuntamento come luogo di confronto della ricerca oncologica italiana.
La struttura del programma, redatto assieme al Direttore Scientifico del Pascale, Alfredo Budillon, riflette questa trasformazione: non una semplice successione di relazioni specialistiche, ma un percorso che mette in connessione discipline fino a pochi anni fa considerate distinte: biologia molecolare, genomica, immunoterapia, medicina di precisione, data science e intelligenza artificiale vengono affrontate come componenti di un unico ecosistema nel quale la produzione di conoscenza e la pratica clinica si alimentano reciprocamente.
La lectio magistralis di Douglas Hanahan, dedicata alle applicazioni terapeutiche degli Hallmarks of Cancer, fornisce la cornice scientifica dell’intero programma: comprendere con sempre maggiore precisione i meccanismi biologici che regolano lo sviluppo dei tumori per trasformare questa conoscenza in strategie terapeutiche più efficaci.
Su questa direttrice si sviluppano le sessioni dedicate ai biomarcatori di nuova generazione, alla biopsia liquida, all’immunoterapia, alle terapie cellulari, alla biologia del microambiente tumorale, ai meccanismi di resistenza, ai tumori rari e all’oncologia di precisione. Parallelamente trovano spazio i temi che stanno modificando l’organizzazione stessa della ricerca: intelligenza artificiale, infrastrutture genomiche, condivisione federata dei dati clinici, sostenibilità dei sistemi sanitari e nuovi modelli di collaborazione scientifica rappresentano oggi strumenti essenziali per accelerare il trasferimento delle conoscenze dal laboratorio al letto del paziente.
Una particolare attenzione è riservata anche alla dimensione internazionale della ricerca: il programma affronta il ruolo delle infrastrutture collaborative europee, dei big data sanitari e delle reti integrate che consentono di condividere competenze, dati ed evidenze cliniche, in linea con l’impegno che Alleanza Contro il Cancro sta sviluppando nei principali progetti europei dedicati all’oncologia di precisione e ai Comprehensive Cancer Centres.
Anche sotto il profilo organizzativo l’iniziativa restituisce la dimensione raggiunta dalla rete: decine di ricercatori provenienti dagli IRCCS associati, dalle università e da istituzioni scientifiche internazionali contribuiranno a un confronto multidisciplinare articolato tra keynote lecture, simposi tematici, comunicazioni orali e presentazione degli abstract selezionati.
Più che anticipare i contenuti del congresso, il programma scientifico offre una chiave di lettura dell’oncologia contemporanea: una disciplina nella quale biologia, tecnologie digitali, ricerca clinica e cooperazione internazionale convergono verso un obiettivo comune: rendere la medicina sempre più precisa, predittiva e personalizzata.
Russo (AIFA): «L’innovazione oncologica va governata coniugando appropriatezza e sostenibilità»
L’innovazione in oncologia deve procedere insieme all’appropriatezza prescrittiva e alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale: così Pierluigi Russo, Direttore Tecnico Scientifico di AIFA, intervenendo al convegno “Oltre la cura: innovazione e prossimità per un nuovo modello oncologico”, promosso da Alleanza Contro il Cancro insieme alla Fondazione per la Medicina Personalizzata e all’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti”.
Russo ha ricordato la collaborazione sviluppata con Ruggero De Maria (Presidente di Alleanza Contro il Cancro) e con Paolo Marchetti (Presidente della Fondazione per la Medicina Personalizzata e DS dell’IRCCS IDI, associato ACC) per affrontare in modo pragmatico il tema dell’impiego delle terapie off label in oncologia. In questo percorso ha riconosciuto ai Molecular Tumor Board un ruolo determinante nel rendere più appropriate le decisioni terapeutiche, attraverso un confronto multidisciplinare fondato sulle migliori evidenze scientifiche.
Il Direttore Tecnico Scientifico di AIFA ha quindi richiamato un dato emerso recentemente durante un congresso dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica: in Italia sono oggi migliaia i trattamenti oncologici prescritti fuori indicazione. Un fenomeno che, ha osservato, sfugge per definizione al perimetro regolatorio dell’Agenzia, chiamata invece a definire le indicazioni rimborsate e a negoziare i prezzi dei farmaci autorizzati.
Russo ha poi affrontato il tema della crescita della spesa farmaceutica, ricordando come il fenomeno interessi tutti i Paesi sviluppati. L’Italia, ha spiegato, nell’ultimo anno ha registrato un incremento inferiore alla media europea, garantendo al tempo stesso l’accesso a una delle più elevate percentuali di trattamenti oncologici in Europa. Un risultato che rappresenta un elemento di forza del sistema sanitario, ma che impone una riflessione sulla capacità di mantenere nel tempo questo livello di copertura.
Secondo Russo, strumenti come genomica, metabolomica e prescrittomica contribuiscono a migliorare l’appropriatezza delle cure, ma non risolvono da soli il tema della sostenibilità. La presenza di un bersaglio molecolare riconosciuto, ha spiegato, rende certamente più razionale l’impiego di alcuni trattamenti, ma un’autorità regolatoria deve valutare soprattutto il beneficio clinico effettivamente prodotto per i pazienti. A questo proposito ha richiamato anche l’esperienza maturata nella valutazione dei farmaci per la malattia di Alzheimer, sottolineando come la presenza di un target biologico non coincida necessariamente con un beneficio terapeutico rilevante.
Per questo Russo ha ringraziato nuovamente Alleanza Contro il Cancro per il lavoro svolto sui Molecular Tumor Board, evidenziando come questo modello contribuisca a una maggiore condivisione tecnico-scientifica delle decisioni e possa rappresentare uno strumento utile anche nell’eventuale successiva valutazione regolatoria dei trattamenti.
Nella parte conclusiva dell’intervento il Direttore Tecnico Scientifico di AIFA ha richiamato un’ulteriore criticità: la mancanza, in molte Regioni, di un monitoraggio sistematico degli usi off-label dei medicinali. Una lacuna che rende difficile comprendere quanto tali impieghi incidano sulla crescita della spesa farmaceutica e che, secondo Russo, richiede strumenti di governo più efficaci.
De Maria: «La vera innovazione è quella che rende sostenibile il Servizio Sanitario Nazionale»
Migliorare la qualità delle cure e, allo stesso tempo, ridurre la spesa sanitaria non necessaria: è questa la sfida che la ricerca deve contribuire a vincere secondo il Presidente di Alleanza Contro il Cancro, professor Ruggero De Maria, al convegno “Oltre la cura: innovazione e prossimità per un nuovo modello oncologico”, organizzato a Roma da Alleanza Contro il Cancro, dalla Fondazione per la Medicina Personalizzata e dall’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti”.
De Maria ha posto al centro del proprio ragionamento un obiettivo preciso: rendere il Servizio sanitario nazionale più sostenibile attraverso l’innovazione. La raccolta sistematica dei dati clinici, ha spiegato, consentirà di verificare in modo controllato l’efficacia dei trattamenti: se una terapia non produce risultati, non dovrà essere riproposta. Un approccio che permetterà di ridurre la spesa non necessaria e di liberare risorse da destinare ai pazienti.
A sostegno di questo modello, il Presidente di ACC ha ricordato che Alleanza Contro il Cancro ha già sviluppato una piattaforma per i Molecular Tumor Board dedicata alla raccolta dei dati clinici e dispone dei finanziamenti necessari per consolidarne l’attività. Ha inoltre evidenziato che la Rete coordina il progetto pilota europeo sulla raccolta dei dati dei Molecular Tumor Board: un’infrastruttura che consentirà di misurare con maggiore precisione gli esiti delle terapie e orientare le decisioni cliniche sulla base delle evidenze.
Il Presidente ha quindi sostenuto che il sistema pubblico debba assumere un ruolo sempre più attivo nella produzione delle conoscenze scientifiche, evitando che l’evoluzione delle cure dipenda esclusivamente dalle indicazioni dell’industria farmaceutica. In questa prospettiva ha indicato nella genomica e nell’intelligenza artificiale gli strumenti capaci di identificare i pazienti che possono realmente beneficiare di uno specifico trattamento, superando un approccio che considera i malati sostanzialmente uguali, salvo pochi marcatori molecolari.
Lo sguardo si è poi spostato sull’organizzazione del Servizio sanitario nazionale: secondo De Maria, l’intelligenza artificiale modificherà profondamente il lavoro dei professionisti e renderà necessaria una programmazione delle competenze. Per questo ha richiamato l’esigenza di rafforzare il ruolo di infermieri con una preparazione sempre più specialistica e capaci di utilizzare le nuove tecnologie, così da governare il cambiamento anziché subirlo.
In chiusura, De Maria ha ribadito che l’innovazione dovrà essere accompagnata da una programmazione di lungo periodo: integrare ricerca, nuove tecnologie e organizzazione dei servizi rappresenta la condizione per ottimizzare i percorsi di cura, aumentare l’efficienza del sistema sanitario e garantirne la sostenibilità futura.
Il Presidente ISS al convegno co-organizzato da ACC: «L’innovazione in oncologia deve tradursi in equità e accessibilità delle cure»
L’innovazione in oncologia produce valore solo quando diventa concretamente accessibile alle persone, indipendentemente dal luogo in cui vivono o dalla loro condizione sociale: lo ha affermato il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), professor Rocco Domenico Alfonso Bellantone, intervenendo al convegno “Oltre la cura: innovazione e prossimità per un nuovo modello oncologico”, svoltosi oggi nella Sala Tevere della Regione Lazio. L’iniziativa è stata organizzata da Alleanza Contro il Cancro, dalla Fondazione per la Medicina Personalizzata e dall’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti”. L’ISS è socio della Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute e ne ospita la sede operativa.
Bellantone ha osservato che l’oncologia sta attraversando una fase di straordinario sviluppo grazie alla medicina di precisione, alle tecnologie genomiche, all’intelligenza artificiale, ai biomarcatori, ai farmaci a bersaglio molecolare, all’immunoterapia e alla crescente disponibilità di dati. Ha però precisato che il progresso tecnologico, da solo, non basta: deve tradursi in una migliore organizzazione dei servizi e nella capacità di accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di cura, dalla prevenzione alla diagnosi precoce, fino al trattamento, alla riabilitazione e al miglioramento della qualità della vita.
Bellantone ha quindi richiamato il ruolo dell’ISS nel supporto tecnico-scientifico alle politiche sanitarie nazionali e regionali: attraverso la sorveglianza epidemiologica, la collaborazione con i registri tumori e la produzione di evidenze scientifiche, l’Istituto contribuisce a orientare la programmazione sanitaria. Ha inoltre ricordato il lavoro svolto nell’ambito del Sistema nazionale delle linee guida e dell’Osservatorio nazionale screening, finalizzato a definire raccomandazioni scientificamente fondate e a rafforzare i programmi di diagnosi precoce.
Un passaggio è stato dedicato al Centro Nazionale per l’Intelligenza Artificiale e le Tecnologie Innovative per la Salute, recentemente istituito presso l’ISS: l’intelligenza artificiale e la telemedicina, ha spiegato, potranno contribuire a costruire una sanità più accessibile e di prossimità, ma il loro sviluppo dovrà essere governato nel rispetto dei principi di etica, equità e qualità, affinché l’innovazione rappresenti uno strumento di sostenibilità e partecipazione oltre che di progresso tecnologico.
Nella parte conclusiva del suo intervento, il Presidente ha sostenuto che il nuovo modello oncologico dovrà fondarsi su reti integrate: ospedali ad alta specializzazione, servizi territoriali, medicina generale, assistenza domiciliare, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti dovranno operare in modo sempre più coordinato. La prossimità, ha osservato, significa costruire percorsi di presa in carico continui, ridurre le frammentazioni e facilitare l’accesso ai servizi.
Bellantone ha infine ribadito l’impegno dell’ISS a mettere a disposizione del Paese le proprie competenze scientifiche e metodologiche per sostenere la diffusione delle evidenze, la valutazione degli interventi e la costruzione di reti sempre più efficaci e inclusive.
Oltre la cura: il 26/6 il confronto su innovazione, prossimità e futuro dell’oncologia co-organizzato da ACC
Giovedì 25 giugno 2026, dalle ore 9.15 alle 14.00, la Sala Tevere della Regione Lazio a Roma ospiterà il convegno “Oltre la cura: innovazione e prossimità per un nuovo modello oncologico”, promosso da Alleanza Contro il Cancro insieme alla Fondazione per la Medicina Personalizzata e all’Associazione “Giuseppe Dossetti: i Valori – Sviluppo e Tutela dei Diritti”.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che la crescente complessità della sfida oncologica richiede modelli capaci di integrare innovazione scientifica, sostenibilità dei sistemi sanitari e vicinanza alle persone. In Europa si registrano ogni anno milioni di nuove diagnosi di tumore e l’evoluzione delle conoscenze apre oggi opportunità senza precedenti nella prevenzione, nella diagnosi e nella personalizzazione delle cure.
Nel corso della mattinata istituzioni, rappresentanti della comunità scientifica, professionisti della salute e stakeholder si confronteranno sui principali fattori di trasformazione dell’oncologia contemporanea: genomica, intelligenza artificiale, big data, telemedicina, organizzazione delle reti di cura e centralità del paziente.
L’obiettivo è sviluppare una riflessione condivisa su come coniugare progresso tecnologico e prossimità assistenziale, superando una visione esclusivamente centrata sul trattamento della malattia e promuovendo un approccio sempre più predittivo, preventivo, personalizzato e partecipativo.
Il convegno rappresenta inoltre un’occasione per approfondire il ruolo delle politiche sanitarie, degli investimenti in ricerca e delle iniziative europee nel favorire un modello oncologico capace di generare valore clinico, equità di accesso e sostenibilità nel lungo periodo.
«Per pancreas e altre forme a prognosi sfavorevole occorrono più ricerca condivisa, diagnosi precoce e test genetici accessibili»
Intervistato da Radio InBlu2000, il presidente di Alleanza Contro il Cancro, professor Ruggero De Maria, ha richiamato l’attenzione sulle principali sfide dell’oncologia contemporanea: migliorare la diagnosi precoce, accelerare l’applicazione clinica delle innovazioni genomiche e rafforzare la ricerca sui tumori a prognosi sfavorevole. Temi affrontati a margine del dibattito internazionale sviluppatosi attorno alla G7 Cancer Initiative, considerata un’opportunità ulteriore per rafforzare la collaborazione scientifica tra Paesi.
Nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni, alcune neoplasie continuano a presentare prospettive cliniche particolarmente complesse. Tra queste vi sono i tumori del pancreas e dello stomaco, per i quali i miglioramenti terapeutici, pur significativi, non hanno ancora modificato radicalmente la prognosi dei pazienti.
«Recentemente sono stati presentati risultati molto importanti sul tumore del pancreas», osserva De Maria. «È stato un successo rilevante, ma alla fine parliamo ancora di pochi mesi di vita guadagnati, spesso ottenuti con trattamenti impegnativi. Per questo serve uno sforzo ulteriore. L’attenzione verso i tumori a prognosi sfavorevole nasce proprio dalla necessità di coordinare la ricerca, sviluppare studi clinici condivisi e migliorare la capacità di effettuare diagnosi precise e tempestive, aspetti fondamentali soprattutto nel pancreas e nello stomaco».
Secondo il presidente di ACC, una parte importante della risposta può arrivare dalla genomica e dall’utilizzo avanzato dei dati clinici. L’evoluzione tecnologica sta infatti rendendo disponibili strumenti sempre più efficaci e sostenibili per individuare precocemente condizioni di rischio e predisposizioni ereditarie.
«Oggi disponiamo di test genetici che possono costare 30 o 40 euro e che consentono di identificare fattori di rischio che fino a pochi anni fa sarebbero stati molto più difficili da individuare. Le tecnologie stanno avanzando rapidamente e l’intelligenza artificiale offre opportunità straordinarie. Il punto non è soltanto sviluppare questi strumenti, ma renderli realmente disponibili ai cittadini e integrarli nei percorsi di prevenzione e cura».
In questa prospettiva assume particolare importanza la capacità di condividere competenze, dati e infrastrutture di ricerca. Per affrontare tumori complessi servono infatti casistiche ampie e popolazioni numericamente rilevanti, che nessun singolo centro è in grado di costruire autonomamente.
Una parte della risposta arriva anche dall’Europa attraverso il percorso di sviluppo dei Comprehensive Cancer Centers (CCC), reti integrate che collegano assistenza, ricerca e innovazione con l’obiettivo di garantire standard di cura più omogenei e ridurre le differenze ancora esistenti tra territori e Paesi. In questo ambito ACC svolge un ruolo di primo piano nel progetto EUnetCCC, che coinvolge 163 enti di 31 Paesi europei e punta a costruire una rete continentale dei centri oncologici comprensivi.
La riduzione delle disuguaglianze resta infatti una delle sfide più rilevanti per l’oncologia europea. Le opportunità offerte dalla genomica, dall’intelligenza artificiale e dalla medicina di precisione rischiano di produrre benefici limitati se non vengono accompagnate da modelli organizzativi capaci di garantirne un accesso diffuso e uniforme.
«Molti progressi in oncologia dipendono dalla capacità di rafforzare la cooperazione internazionale, condividere standard, rendere interoperabili i dati e collegare più strettamente ricerca, innovazione e assistenza», ha concluso De Maria.
Annual Meeting 2026, disponibile il programma definitivo | Waiting list iscrizioni aperta fino al 30/6
È disponibile la versione definitiva del programma scientifico dell’XI Annual Meeting di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute, organizzato in collaborazione con l’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Fondazione G. Pascale di Napoli.
L’appuntamento, in programma nel capoluogo partenopeo dal 10 al 12 settembre 2026, rappresenta uno dei principali momenti di confronto della comunità oncologica italiana, dedicato alle attività di ricerca, assistenza e innovazione sviluppate dagli IRCCS oncologici del Paese. L’edizione 2026 ha già registrato un importante riscontro scientifico con 259 abstract sottomessi, confermando l’ampia partecipazione di ricercatori, clinici e professionisti sanitari.
Ricordiamo che in ordine alle iscrizioni è possibile iscriversi alla waiting list entro il 30 giugno: in caso di rinuncia da parte di persone già registrate, i posti che si renderanno disponibili saranno riassegnati seguendo l’ordine cronologico di adesione alla lista di attesa.
📄 Programma scientifico aggiornato disponibile online > Clicca QUI
📌 Accesso alla waiting list aperto fino al 30 giugno.
Alleanza Contro il Cancro aderisce alla G7 Cancer Initiative
I capi di stato riuniti a Évian hanno adottato la Leaders’ Call on the Fight Against Cancer, dichiarazione che rilancia l’impegno internazionale nella lotta contro le malattie oncologiche: la G7 Cancer Initiative ha salutato favorevolmente questo risultato sottolineando che accelerare i progressi contro i tumori richiederà una collaborazione sempre più stretta tra Paesi, istituzioni e comunità scientifiche. Per l’Italia partecipa Alleanza Contro il Cancro (ACC), la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute presieduta dal professor Ruggero De Maria.
L’inclusione del cancro tra le priorità del G7 viene considerata un segnale importante in una fase in cui la malattia continua a rappresentare una delle principali cause di morte a livello mondiale, con quasi dieci milioni di decessi ogni anno; nonostante i progressi compiuti dalla ricerca e dall’assistenza oncologica, i tumori continuano a esercitare un impatto rilevante sui sistemi sanitari e sulle società di tutti i Paesi.
Secondo De Maria «l’inserimento del cancro tra le priorità del G7 è un segnale importante; oggi molti progressi in oncologia dipendono dalla capacità di rafforzare la cooperazione internazionale, condividere standard, rendere interoperabili i dati e collegare più strettamente ricerca, innovazione e assistenza. Con la partecipazione di Alleanza Contro il Cancro alla G7 Cancer Initiative, l’Italia entra a pieno titolo in questo sforzo comune, portando il proprio contributo nei tumori pediatrici, nei tumori a prognosi sfavorevole, nella prevenzione e nell’accesso a cure oncologiche di qualità».
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LA G7 CANCER INITIATIVE
La G7 Cancer Initiative riunisce le principali organizzazioni oncologiche dei Paesi del G7 con l’obiettivo di promuovere la cooperazione internazionale nella prevenzione, nella ricerca e nella cura del cancro.
Ne fanno parte il French National Cancer Institute (INCa), il National Cancer Center Japan (NCC), il National Cancer Institute degli Stati Uniti (NCI), Cancer Australia, i Canadian Institutes of Health Research (CIHR), Cancer Research UK (CRUK), il German Cancer Research Center (DKFZ) e Alleanza Contro il Cancro (ACC) per l’Italia. L’International Agency for Research on Cancer (IARC/OMS) partecipa come osservatore.

