9 aprile 2026
Tumori, 18 mila genomi analizzati ogni anno dagli IRCCS associati ad ACC
Ogni anno gli IRCCS associati ad Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute, analizzano circa 18.000 genomi tumorali, una capacità già operativa che sta ridefinendo il rapporto tra ricerca, cura e prevenzione: è anche da questa base concreta che si è sostanziato l’intervento del Presidente di ACC, professor Ruggero De Maria, al convegno “Dialoghi sull’innovazione accessibile – Innovaction”, promosso da Adnkronos e GSK con il patrocinio di Farmindustria e svoltosi quest’oggi.
Nel corso del confronto – stimolato da Tonia Cartolano di Sky Tg24 – De Maria ha ricondotto questo dato a una questione più ampia: il valore dell’innovazione non risiede solo nella sua disponibilità, ma nella capacità di essere resa accessibile e sistemica.
All’interno della rete ACC, l’attività degli IRCCS ha già raggiunto una scala significativa: ogni anno vengono analizzati circa 18.000 genomi tumorali, un flusso di dati che non solo supporta decisioni cliniche più mirate, ma contribuisce anche a costruire basi sempre più solide per interventi di prevenzione e identificazione precoce del rischio. È proprio su questo passaggio che emerge uno dei nodi principali: una quota rilevante di persone con predisposizione genetica al cancro non è consapevole del proprio rischio. Una lacuna che limita l’efficacia delle strategie preventive e che richiama la necessità di un approccio più strutturato.
Le tecnologie oggi disponibili rendono possibile un cambio di passo: analisi genetiche più semplici e sostenibili – con costi nell’ordine di poche decine di euro – possono fornire informazioni utili non solo in ambito oncologico, ma anche su altre patologie e sulla risposta individuale ai farmaci. Tuttavia, perché questo potenziale si traduca in beneficio reale, è necessario superare una logica frammentaria. Secondo De Maria, il punto non è introdurre singole innovazioni, ma costruire una programmazione di sistema, capace di integrare questi strumenti all’interno del SSN e di estenderne l’impatto su larga scala.
In questo scenario si inserisce anche il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e delle capacità computazionali avanzate, che stanno rendendo possibile un utilizzo più efficace dei dati e accelerando il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca alla pratica clinica.