«ACC, infrastruttura che si estende dall’Italia al mondo»: al via i lavori del 10º meeting della Rete Oncologica Nazionale
«Alleanza Contro il Cancro è nata per trasformare conoscenza in cura, facendo da ponte tra pazienti, ricerca e istituzioni. Oggi quel ponte è diventato un’infrastruttura che si estende dall’Italia al mondo»: con queste parole Ruggero De Maria, presidente di Alleanza Contro il Cancro, ha aperto – alla Camera di Commercio di Verona – i lavori della 10ª edizione dell’Annual Meeting della Rete, keynote della ricerca traslazionale italiana organizzato quest’anno dall’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, associato ad ACC.
Lo aveva preceduto Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute secondo la quale «il contrasto alle neoplasie richiede un approccio integrato che unisca prevenzione, ricerca, innovazione tecnologica, formazione continua e soprattutto il trasferimento rapido della conoscenza scientifica in percorsi di cura efficaci» – ha detto Maria Rosaria Campitiello, capo del dipartimento della prevenzione del Ministero della Salute. «In questo quadro considero Alleanza Contro il Cancro un attore strategico, capace di mettere a sistema le competenze degli IRCCS oncologici e di operare in stretta sinergia con le istituzioni. Il Dipartimento che dirigo è impegnato a promuovere e monitorare reti di eccellenza, sostenendo la ricerca e garantendo che l’innovazione diventi patrimonio condiviso del Servizio sanitario nazionale» – ha spiegato Campitiello. «Attualmente sono operative sei Reti tematiche di IRCCS – quattro su specifiche patologie e due orientate alla popolazione – che costituiscono un capitale unico di conoscenze per affrontare le grandi sfide di sanità pubblica. Sul versante oncologico, Alleanza Contro il Cancro ha guidato quattro progetti di rilievo finanziati con oltre 10 milioni di euro, sviluppando piattaforme clinico-scientifiche di oncologia di precisione e raccogliendo dati fondamentali di genomica, trascrittomica, proteomica e altre analisi molecolari» – ha aggiunto. «Sono risultati che hanno già rafforzato la capacità di diagnosi tempestive e terapie personalizzate. Confermo quindi l’impegno del Ministero – ha concluso – a sostenere la missione di Alleanza Contro il Cancro, anche nel percorso che la vede candidata a svolgere il ruolo di National Cancer Mission Hub per l’Italia».
Piano globale. Nella sua relazione introduttiva De Maria ha ribadito il ruolo internazionale che ACC sta assumendo: sul piano globale, il Presidente ha ricordato la presenza della Rete nella cornice delle Nazioni Unite, dove contribuisce ai dibattiti di alto livello su prevenzione, screening e accesso alle terapie, offrendo un modello che integra ricerca, clinica e politiche pubbliche. Parallelamente, sono in corso collaborazioni strutturate con Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, sviluppate in uno spirito di partenariato paritario: programmi di capacity building per l’oncologia di precisione, gemellaggi, formazione congiunta e progetti concreti su prevenzione, vaccinazioni e screening.
Piano europeo. Il Presidente ha sottolineato il ruolo decisivo di ACC nella costituzione della rete dei Comprehensive Cancer Center, che mira a rendere omogenei criteri di qualità, percorsi diagnostico-terapeutici e indicatori di esito. In questo contesto, l’Italia – attraverso la Rete – si candida a essere hub nazionale della Mission on Cancer, convogliando in un’unica architettura le energie di IRCCS, università, società scientifiche, imprese e associazioni di pazienti. Un impegno che trova riscontro anche nelle Joint Action europee sull’oncologia personalizzata, dove ACC coordina le attività di diagnostica e terapia. Un passaggio di rilievo è stato dedicato alla gestione, affidata ad ACC, del primo hub europeo dei dati dei Molecular Tumor Board. Mettere in rete varianti genomiche, decisioni collegiali e outcome clinici – ha osservato De Maria – significa costruire strumenti di decision support basati su evidenze reali, riducendo le disuguaglianze di accesso e migliorando la qualità delle cure, soprattutto per le patologie rare. «Il valore dei dati è clinico, non solo tecnologico» ha sottolineato, indicando questa infrastruttura come uno degli esempi più concreti di innovazione a servizio dei pazienti.
Guardando al futuro, De Maria ha rimarcato come «la sfida non sia soltanto scientifica ma politica e culturale: se vogliamo che l’oncologia europea sia competitiva e inclusiva, dobbiamo trasformare la rete in piattaforma stabile, capace di attrarre investimenti e di generare innovazione accessibile a tutti». E ha aggiunto: «Il nostro obiettivo è che l’Italia, attraverso ACC, diventi il cuore di una strategia europea e globale sull’oncologia di precisione, portando i pazienti dentro l’agenda delle istituzioni internazionali».
«Questa decima edizione, alla cui organizzazione ha contribuito l’IRCCS di Negrar, è caratterizzata da una partecipazione senza precedenti: sono oltre 500 gli iscritti al meeting; più di un centinaio i relatori, provenienti dai maggiori Istituti oncologici italiani, ai quali si affiancano qualificate presenze dall’estero; infine sono 300 gli abstract di lavori scientifici che saranno presentati, un numero mai raggiunto nelle scorse edizioni» afferma la dottoressa Stefania Gori, Presidente del Congresso e direttore dell’Oncologia Medica e del Dipartimento Oncologico del “Sacro Cuore Don Calabria».
«Sono 3,7 milioni le persone che in Italia oggi vivono con una diagnosi di tumore, con un incremento dell’1,5% nell’ultimo decennio. Diminuisce anche la mortalità fra i giovani adulti. – prosegue Gori -; di fatto, oggi, la metà di coloro a cui viene diagnosticata una malattia oncologica guarisce, con punte del 90% per il tumore della mammella e della prostata in fase iniziale, ma si registrano lunghissime sopravvivenze anche in molte forme metastatiche. Obiettivi impensati fino a pochi anni fa, ma resi possibili soprattutto grazie ai progressi nella ricerca: l’ampliamento delle conoscenze sulle caratteristiche genomiche di ogni neoplasia ha consentito di mettere a punto farmaci innovativi e trattamenti personalizzati sempre più efficaci anche nella fase avanzata della malattia».
I lavori proseguiranno fino a sabato 20 settembre con un programma dedicato alle nuove strategie terapeutiche, all’integrazione dei dati e alle sfide emergenti dell’oncologia di precisione.
Per tutte le info www.alleanzacontroilcancro.it
Tumori pediatrici, sviluppato da ACC modello predittivo per evitare la biopsia ai bambini affetti da neuroblastoma
Allo studio della Rete Oncologica Nazionale (ACC) del Ministero della Salute, hanno partecipato il Policlinico Gemelli e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, associati al network | Boldrini: «Grazie alla radiomica minore invasività e maggiore rapidità diagnostica» | De Maria: «Tecnologia di straordinaria potenzialità»
Roma, 18 marzo 2022 – La radiomica – interpretazione quantitativa di biommagini tramite l’utilizzo di software specifici – è anche ricerca pediatrica, finalizzata al miglioramento della qualità del percorso diagnostico e terapeutico dei piccoli pazienti.
Il Working Group di Radiomica di Alleanza Contro il Cancro, gruppo di lavoro della Rete Oncologica Nazionale fondata dal Ministero della Salute, ha infatti sviluppato, nell’ambito di uno studio congiunto che coinvolge ricercatori della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – Istituti associati alla Rete – un modello predittivo per il neuroblastoma, il tumore solido extracranico più frequente nei bambini diagnosticata prima del sesto anno di vita nel 90% dei casi, con un’incidenza di circa 1/70.000 nella popolazione di riferimento.
Per definire il corretto iter diagnostico-terapeutico di questa malattia, è fondamentale studiarne specifici biomarcatori tissutali che ne descrivono aspetti biologici chiave, come l’amplificazione dell’oncogene MYCN. Queste procedure di caratterizzazione sono generalmente eseguite utilizzando frammenti di tessuto tumorale, ottenuti mediante biopsie. «Per affiancare la diagnostica tradizionale e ridurne l’invasività, ove possibile, è stato realizzato un modello radiomico che consente di predire l’esistenza di alcune mutazioni del tumore, utilizzando le immagini TAC di stadiazione di malattia» spiega Luca Boldrini, coordinatore scientifico del WG Radiomica di Alleanza Contro il Cancro. «Queste immagini – prosegue – vengono sempre acquisite nella fase diagnostica in avvio del percorso di cura del piccolo paziente e la loro analisi radiomica ci consente di trarne il massimo vantaggio, potenzialmente accelerando i tempi e riducendo anche i costi della fase diagnostica. Il modello predittivo che abbiamo realizzato grazie al grande lavoro dei colleghi del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e del Dipartimento di Oncoematologia, Terapia Cellulare, Terapie Geniche e Trapianto Emopoietico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù rappresenta il primo contributo di ricerca europeo su questa tematica e s’inserisce in un ambito di grande innovazione a livello mondiale».
Una vera e propria biopsia virtuale, quindi, che oltre a ridurre l’invasività arricchisce il tradizionale processo diagnostico radiologico di numerose informazioni quantitative che l’occhio ed il cervello umano non possono percepire o gestire ottenendo caratterizzazioni dei tessuti in esame normalmente impossibili con gli approcci tradizionali.
Secondo il Presidente della Rete, prof. Ruggero De Maria, «la radiomica è una tecnologia di straordinaria potenzialità diagnostica che stiamo imparando a sfruttare nella pratica clinica. Questo modello predittivo sviluppato dal working group di radiomica di Alleanza Contro il Cancro è un approccio particolarmente utile nell’ottica di ridurre i rischi connessi all’esecuzione delle biopsie convenzionali. Siamo certi – ha aggiunto De Maria – che l’ottimo lavoro del working group permetterà di fornire informazioni diagnostiche e prognostiche molto rilevanti in tutti i tumori solidi».
Cellule CAR-Killer contro i tumori solidi, De Maria: «Studi clinici sugli adulti entro due anni»
Roma, 15 febbraio 2022 – Si chiamano CAR-killer e sono cellule che i ricercatori del progetto Car-T di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute presieduta dal prof. Ruggero De Maria, stanno sviluppando e dirigendo verso target innovativi in tumori solidi. Quest’ambiziosa porzione del progetto coordinato dal prof. Franco Locatelli, parte del più ampio programma di ricerca finanziato dal Parlamento con dieci milioni di euro – lo stesso che, come si ricorderà, ha consentito la remissione completa di giovani pazienti affetti da leucemia linfoide acuta attraverso l’infusione di un basso numero di cellule – si propone di implementare nuovi approcci a livello preclinico per estendere l’applicabilità del trattamento con cellule CAR-T a neoplasie non ematologiche, migliorando parallelamente il profilo di sicurezza ed efficacia dell’approccio.
«Parliamo di nuovi CAR (recettori chimerici antigenici) – spiega Concetta Quintarelli, coordinatrice del Working Group Immunologia di ACC e responsabile della Terapia Genica dei Tumori al Bambino Gesù di Roma, Irccs associato alla Rete, dove è basato il WG – in grado di controllare il carcinoma di polmone, pancreas, colon e dei tumori cerebrali». In questa direzione si sono sviluppate in ACC numerose progettualità che coinvolgono gli altri WG della Rete. «Lo stadio della ricerca è preclinico. Per quanto riguarda il polmone – ha precisato Quintarelli – sono stati sviluppati nuovi vettori per la terapia genica la cui efficacia viene testata sia su colture cellulari sia nei modelli animali. Soltanto al termine di un’elevata e meticolosa caratterizzazione preclinica, e dopo avere sviluppato materiale per la terapia genica avente peculiarità compatibili con il rilascio per utilizzo sull’uomo – precisa ancora la ricercatrice – si potrà passare agli studi clinici. Il lavoro che attende le centinaia di ricercatori impegnati su questo fronte è particolarmente impegnativo». Al proposito il Presidente di ACC, De Maria, ha detto che «grazie all’eccellente lavoro del gruppo coordinato dal professor Locatelli, gli studi sui tumori pediatrici saranno i primi ad essere trasferiti alla clinica. Tuttavia, è probabile che, grazie a questo programma, entro un paio di anni verranno attivati dei trial clinici anche su alcuni tumori solidi degli adulti».
Il Progetto Car-T. Una rivoluzione nel campo dell’immunoterapia per la cura della Leucemia Linfoblastica Acuta è stato lo sviluppo di linfociti T modificati geneticamente che esprimono un recettore antigenico chimerico (CAR) contro i target tumorali. Tuttavia, nonostante la loro efficacia nel curare la LLA, le cellule CAR-T sono state associate a un profilo di sicurezza non ancora ottimale. Inoltre, nell’ambito di altre patologie maligne ematologiche (ad esempio la leucemia mieloide acuta, LMA) e dei tumori solidi, l’efficacia dell’approccio è risultata limitata. Per questi motivi il progetto di ricerca CAR-T, promosso dal Ministero della Salute e sviluppato sotto l’egida di ACC, si prefigge di migliorare l’efficacia della terapia con cellule CAR-T attraverso la creazione di un network di collaborazione che unisca l’expertise delle diverse Istituzioni partecipanti. Nel team di progetto sono coinvolti 17 dei 28 Irccs attualmente associati alla Rete.
Alleanza Contro il Cancro. Ad ACC, la Rete oncologica nazionale fondata nel 2002 dal Ministero della Salute, aderiscono 28 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), INFN, Fondazione Politecnico Milano, AIMaC, Italian Sarcoma Group, Fondazione CNAO e Istituto Superiore di Sanità – che ne ospita gli uffici. La missione di Alleanza contro il Cancro è portare l’innovazione tecnologica e organizzativa dalla ricerca di base alla pratica clinica, elevando e uniformando il livello di assistenza, cura e riabilitazione dei Pazienti oncologici su tutto il territorio nazionale.