6 maggio 2026
Real world data e IA per supportare i medici nella scelta della terapia più ragionevole
L’oncologia italiana attraversa una profonda trasformazione strutturale motivata dalla necessità di superare una fase di frammentazione a vantaggio di una gestione collegiale proattiva. Una “metamorfosi” sostenuta dalla recente riforma degli IRCCS che, con il nuovo quadro normativo, ha legittimato il ruolo formale delle Reti permettendo loro di agire come interlocutori istituzionali diretti. L’obiettivo a medio termine ipotizzabile è creare massa critica per consentire al Paese di esercitare una leadership capace di generare un effetto leva sull’intero SSN nonostante le croniche difficoltà economiche contingenti.
Ne ha parlato nel suo intervento il professor Ruggero De Maria, Presidente di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica del Ministero della Salute ospitata dalla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, socio fondatore del network, per ragionare a fondo e operativamente sul futuro prossimo.
Tra i pilastri tecnologici di questo next step c’è la valorizzazione dei real world data, riferimento imprescindibile per generare evidenze scientifiche di alta qualità grazie a progetti d’avanguardia capaci di creare coorti di pazienti estremamente caratterizzate sotto il profilo genomico – e che nessun singolo centro potrebbe costituire isolatamente. Un approccio che si estende all’implementazione dei Molecular Tumor Board con la creazione di una piattaforma nazionale dotata di applicativi avanzati capaci di gestire dati complessi nel pieno rispetto della privacy. Secondo De Maria, infatti, l’introduzione dell’intelligenza artificiale non è più una prospettiva, semmai una realtà operativa in grado di ridurre drasticamente i tempi di discussione e supportare i medici nella scelta della terapia più ragionevole, inclusa la prescrizione di farmaci fuori indicazione qualora supportata da evidenze accademiche.
A livello internazionale, invece, il “futuro è adesso” poiché il ruolo dell’Italia si è consolidato con la designazione a snodo nazionale per la missione europea contro il cancro, una responsabilità che implica il coordinamento della governance dei centri oncologici e la definizione di standard di certificazione che garantiscano l’eccellenza delle cure su tutto il territorio. ACC, infatti – è stato detto – non si limita a recepire direttive, ma partecipa attivamente allo sviluppo di infrastrutture biotecnologiche avanzate e collabora con enti di ricerca fisica e tecnologica per garantire l’interoperabilità dei dati e l’applicazione di analisi sofisticate. Agire come rete coordinata offre anche un vantaggio contrattuale significativo perché permette di negoziare condizioni più vantaggiose ed attrarre investimenti privati.
La visione strategica per il prossimo triennio mira a una medicina di precisione di nuova generazione che unisca la pratica clinica comune alla ricerca traslazionale più avanzata. L’attenzione, come ha sottolineato De Maria, è rivolta in particolare all’identificazione di biomarcatori predittivi per l’immunoterapia, un ambito in cui attualmente solo una parte dei pazienti ottiene benefici duraturi; tramite l’analisi integrata di dati omici e clinici, l’obiettivo sarà quello di riconoscere preventivamente i pazienti che risponderanno positivamente ai trattamenti, evitando terapie costose e inefficaci a chi non ne trarrebbe vantaggio. Questo modello di sviluppo, che integra finanziamenti pubblici, bandi associativi e partnership con l’industria, punta non solo alla sostenibilità economica ma, soprattutto, a garantire ai pazienti le migliori opzioni terapeutiche possibili, trasformando l’innovazione in un bene comune accessibile e misurabile.