20 settembre 2025

Oncologia di precisione, Normanno: «Servono casistiche ampie e studi real world»

Nella giornata conclusiva del nostro Annual Meeting, Nicola Normanno, direttore scientifico dell’IRST IRCCS di Meldola, associato alla Rete, ha richiamato l’attenzione sulle sfide e sulle opportunità dell’oncologia di precisione.

Oggi oltre il 30% dei pazienti con tumori solidi in fase avanzata può accedere a terapie basate su biomarcatori. Il numero è destinato a crescere, poiché i farmaci target si stanno spostando anche in ambito adiuvante e neoadiuvante. «La gran parte dei nuovi studi clinici è ormai legata a molecole dirette contro alterazioni molecolari specifiche» ha spiegato Normanno (nella foto assieme a Luca Boldrini, Giovanni Tonon e Lisa Licitra).

Questa prospettiva apre però questioni rilevanti: molti biomarcatori presentano frequenze molto basse e richiedono grandi volumi di screening per individuare i pazienti candidabili. «In assenza di strategie sistematiche di profilazione genomica, l’Europa rischia di perdere competitività nell’attrarre sperimentazioni rispetto a Stati Uniti e Paesi emergenti» ha aggiunto.

Secondo Normanno, per affrontare queste criticità occorre combinare studi clinici tradizionali con evidenze real world, condividere casistiche su scala nazionale e promuovere l’uso esteso del sequenziamento di nuova generazione (NGS). «L’adozione di pannelli più ampi di Comprehensive Genomic Profiling è essenziale per aumentare l’accesso dei pazienti e rendere i centri italiani più attrattivi per le aziende farmaceutiche».

La proposta lanciata nel contesto della Rete è quella di definire pacchetti di pazienti pre-profilati, da presentare in modo unitario come piattaforma clinica nazionale. Un approccio che, ha concluso Normanno, «può rafforzare la capacità di ACC di sostenere ricerca innovativa, aprendo ai pazienti italiani maggiori opportunità di cura all’interno dei trial internazionali».

 

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