15 ottobre 2025

De Maria agli Stati Generali della Ricerca Medico-Scientifica: «Mappare il rischio genetico per anticipare il cancro»

Roma, 15 ottobre 2025 – Agire prima che la malattia si manifesti, trasformando la conoscenza genetica e tecnologica in strumento concreto di prevenzione e diagnosi precoce: è il filo conduttore dell’intervento del Presidente di Alleanza Contro il Cancro, professor Ruggero De Maria, agli Stati Generali della Ricerca Medico-Scientifica in corso al Senato, nella tavola rotonda dedicata a Oncologia e prevenzione: strategie integrate per una sanità più efficace.

De Maria ha sottolineato come Alleanza Contro il Cancro, la Rete Nazionale Oncologica del Ministero della Salute, operi per trasferire la ricerca e la tecnologia nella pratica clinica, con l’obiettivo di rendere la prevenzione un processo sistematico e accessibile. «Oggi – ha spiegato – circa l’80-90% delle persone con predisposizione ereditaria al cancro non ne è consapevole. È un vuoto che dobbiamo colmare: nei centri ACC vengono profilati ogni anno oltre 18.000 pazienti, e da queste analisi emerge che almeno il 12-14% presenta una base genetica di rischio. Se procedessimo in modo sistematico, potremmo mappare in pochi anni il rischio monogenico della popolazione».

L’introduzione di strumenti di sequenziamento ad alta densità e test genomici a basso costo, unita all’uso dell’intelligenza artificiale per l’analisi dei dati, secondo De Maria porterà «una rivoluzione epocale» nella salute pubblica. «Abbiamo il dovere di essere pronti: altri Paesi si muovono più rapidamente, ma l’Italia deve dotarsi di regole e politiche che favoriscano l’innovazione senza rinunciare alle garanzie etiche e sociali».

Nel suo intervento conclusivo, De Maria ha richiamato anche l’urgenza di rivedere i modelli di sperimentazione clinica e le regole di approvazione dei nuovi farmaci: «L’oncologia di oggi è troppo diversificata per continuare a basarsi solo su grandi trial di fase III. Servono approcci regolatori più pragmatici, fondati sulla raccolta e l’analisi dei dati reali dei pazienti e dei Molecular Tumor Board».

Il Presidente di ACC ha infine ribadito la necessità di rimuovere l’IVA sulla ricerca biomedica, «un’anomalia tutta italiana che penalizza un settore strategico», ricordando che ACC, insieme ad AIRC, Telethon e Fondazione Veronesi, ha già promosso mozioni parlamentari per consentire almeno il recupero dell’imposta da parte delle istituzioni di ricerca.

L’incontro, moderato dal direttore de Le Scienze Marco Cattaneo, ha compreso gli interventi di Robert Nisticò, Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Alberto Bardelli, Direttore Scientifico IFOM e docente dell’Università di Torino, Alfredo Budillon, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Pascale” di Napoli, Paolo Veronesi, Presidente della Fondazione Veronesi e Roberto Orecchia, Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

 

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