30 marzo 2026

Caregiver e innovazione digitale: nuove evidenze sull’impatto clinico e prospettive per l’assistenza oncologica

La presenza di un caregiver rappresenta un elemento sempre più rilevante nei percorsi oncologici, non solo sotto il profilo umano e assistenziale, ma anche per il possibile impatto sugli esiti clinici; evidenze recenti indicano infatti una riduzione del rischio di mortalità fino al 25% in studi randomizzati che prevedono un coinvolgimento strutturato degli accudenti: questa la sintesi dell’intervento del professor Ruggero De Maria, Presidente della Rete, in occasione dell’incontro “Donne che curano”, dedicato al ruolo della cura e della rete relazionale nei percorsi oncologici, svoltosi nella Sala della Regina alla Camera dei Deputati ed organizzato da W4O.

Negli ultimi anni la letteratura scientifica ha ampiamente documentato il contributo dei caregiver nel migliorare la qualità della vita dei pazienti; più recentemente, stanno emergendo evidenze che suggeriscono un impatto anche sugli esiti clinici: «Il ruolo del caregiver – ha detto De Maria – non si limita al supporto della qualità della vita, ma può incidere in modo significativo anche sull’andamento della malattia, come indicano le evidenze più recenti».

In questo contesto si inserisce l’impegno di ACC – la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute – nel sostenere modelli di ricerca e assistenza che integrano dimensioni cliniche e qualità della vita, valorizzando il contributo dei caregiver all’interno dei percorsi di cura.

Parallelamente, l’innovazione tecnologica e, in particolare, l’intelligenza artificiale stanno aprendo nuove prospettive nell’assistenza oncologica. Sono già disponibili, a livello internazionale, piattaforme digitali che consentono a pazienti e caregiver di accedere a informazioni validate scientificamente e di ricevere risposte in tempi rapidi, con sistemi progettati per garantire affidabilità e sicurezza.

Anche in Europa sono in corso iniziative orientate allo sviluppo di strumenti analoghi, con l’obiettivo di rendere sempre più accessibili informazioni qualificate e supportare in modo continuativo pazienti e caregiver lungo tutto il percorso di malattia. Questi sviluppi si inseriscono in un contesto in cui cresce l’attenzione alla fase della “survivorship”, che richiede un accompagnamento strutturato e una gestione integrata dei bisogni clinici e assistenziali.

«L’innovazione tecnologica rappresenta un’opportunità importante per rafforzare i percorsi di cura – ha concluso De Maria – ma resta centrale il valore della relazione umana e della presenza del caregiver, che costituisce un elemento insostituibile nel sostegno al paziente».

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