14 luglio 2025
Apolone: «Technology assessment per gli IRCCS: valutare efficacia e sostenibilità»
«Occorre che la riforma sugli IRCCS non rimanga sulla carta: accelerare i cambiamenti, ascoltare i bisogni del sistema e adottare criteri oggettivi è l’unica strada per restituire piena coerenza e forza alla Rete»: così Giovanni Apolone, Presidente OECI, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano – associato ad ACC – nel corso della MIDSUMMERSCHOOL 2025 organizzata da IEO e patrocinata da Alleanza Contro il Cancro.
Apolone, componente il Direttivo di ACC, ha evidenziato la necessità di superare le attuali criticità del sistema, a partire dalla reale implementazione della riforma: «Bisogna distinguere ciò che va mantenuto da ciò che va corretto. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo. Serve una ricognizione concreta dei bisogni e delle priorità, non l’adesione meccanica a logiche geopolitiche».
Il modello IRCCS, secondo Apolone, è un unicum italiano da ripensare come rete flessibile, adattabile e finalizzata a soddisfare i bisogni di salute su tre livelli – individuale, regionale e nazionale. La proliferazione delle strutture – oggi oltre 50, destinate a salire rapidamente – non può avvenire senza un criterio funzionale: «Diamo priorità alla funzione, non alla distribuzione geografica. Non si tratta di competere col privato, ma di misurarsi con l’Europa e adempiere al nostro mandato.»
Uno degli ostacoli principali resta il quadro normativo: «Lavoriamo secondo regole amministrative inadatte a un contesto scientifico. Servono norme che permettano agli IRCCS pubblici di svolgere pienamente il proprio ruolo. Non siamo un ufficio postale…»
Apolone ha poi richiamato il nesso inscindibile tra ricerca e qualità dell’assistenza: «Dove si fa ricerca si curano meglio i pazienti. Ma è vero anche l’inverso: là dove c’è alta qualità, nasce buona ricerca. Non basta che si faccia ricerca ovunque, serve che sia organizzata e governata».
Il DS dell’Istituto Tumori di Milano ha infine proposto una riflessione sul valore del sistema stesso: «Gli IRCCS sono una tecnologia sanitaria complessa e, come ogni tecnologia, vanno sottoposti a un’attenta valutazione di impatto – un vero technology assessment – per stabilirne efficacia, sostenibilità e coerenza con gli obiettivi del Servizio Sanitario Nazionale.»
Un passaggio chiave ha riguardato il principio di equità: «Il 25% delle cure oggi è pagato direttamente dai cittadini. La capacità di spesa di Milano non può essere paragonata a quella di Crotone. Se il sistema non garantisce l’uniformità, allora si spostano i pazienti invece della qualità. E questo non è accettabile».