29 dicembre 2025

ACC, un anno di ricerca oncologica tra governance nazionale e cooperazione europea

In una fase segnata dall’evoluzione delle politiche sanitarie sovranazionali, dalla crescente centralità dei dati clinici e dalla necessità di ridurre disuguaglianze persistenti negli esiti di cura, il 2025 è stato un anno di ulteriore maturazione e consolidamento per Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute chiamata a ribadire il proprio ruolo di infrastruttura italiana e a rafforzare il dialogo tra sistema scientifico, decisori pubblici e livello comunitario.

ACC ha operato per trasformare – ulteriormente – la pluralità delle competenze degli IRCCS associati (27) in capacità sistemica, superando la frammentazione attraverso modelli condivisi di utilizzo dei dati, cooperazione inter-rete e integrazione stabile tra ricerca, pratica clinica e indirizzi di policy. Anche in questa prospettiva si è inserito, a inizio anno, la sottoscrizione del protocollo d’intesa biennale con Farmindustria nell’ambito del progetto Health Big Data, coordinato dalla Rete.

Agli Stati Generali della Ricerca del Ministero della Salute, cui ACC ha partecipato in uno spazio di riflessione istituzionale sul futuro della ricerca sanitaria pubblica, il Presidente prof. Ruggero De Maria, ha sottolineato come «la ricerca oncologica non può più essere concepita come una somma di eccellenze isolate» aggiungendo che «occorrono architetture condivise, regole chiare sull’uso dei dati e una regia in grado di trasformare l’investimento scientifico in equità, qualità delle cure e sostenibilità del sistema».

A settembre l’Annual Meeting 2025 organizzato a Verona in collaborazione con l’IRCCS Don Calabria di Negrar, principale momento di sintesi e confronto della Rete. L’incontro ha riunito Istituti, istituzioni e comunità scientifica – è stato segnato il record di abstract sottomessi, 287 – per analizzare l’evoluzione dei programmi nazionali di ricerca oncologica, approfondendo il ruolo dei Real World Data nei processi decisionali, l’integrazione dell’intelligenza artificiale nella ricerca clinica, la sostenibilità dei modelli di rete e la capacità di tradurre le evidenze scientifiche in indirizzi organizzativi e regolatori. Dai lavori è emersa con chiarezza l’esigenza di rafforzare standard comuni, interoperabilità e valutazione sistematica degli esiti come elementi strutturali delle politiche oncologiche.

Per ACC, nel 2025, anche un passaggio rilevante sul piano del riconoscimento internazionale: la Rete è stata infatti individuata come hub nazionale italiano di riferimento nel quadro delle iniziative dell’Unione Europea sulla ricerca oncologica, con il compito di favorire il coordinamento tra il sistema degli IRCCS e i programmi comunitari, contribuendo all’allineamento strategico tra priorità nazionali e indirizzi condivisi a livello sovranazionale. In questa cornice si colloca il contributo allo sviluppo di IDEA4RC, progetto dedicato ai tumori rari dell’adulto, entrato nella fase operativa dopo l’entrata in vigore dell’European Health Data Space. Coordinata dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e sostenuta da 28 partner in 12 Paesi, l’iniziativa ha portato alla realizzazione di un ecosistema digitale federato che consente l’analisi dei dati clinici senza trasferimento fisico, garantendo sicurezza, interoperabilità e piena conformità normativa.

Nello stesso perimetro di cooperazione sovranazionale, ACC ha portato all’attenzione della comunità scientifica il tema delle disuguaglianze oncologiche, presentando a ESMO i risultati dello studio sviluppato nell’ambito di EUNetCCC – European Network of Comprehensive Cancer Centers, finanziato dalla Commissione Europea. L’analisi ha documentato divari persistenti di mortalità e sopravvivenza tra Paesi e aree geografiche, evidenziando come organizzazione dei servizi, accesso agli screening e tempestività delle cure restino determinanti almeno quanto l’innovazione terapeutica.

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